Ragusa. 30.09.2026
La Fiera Agricola Mediterranea (FAM) deve tornare a essere un appuntamento capace di rappresentare concretamente le esigenze del mondo agricolo e zootecnico. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall’onorevole Nello Dipasquale al termine dell’edizione della manifestazione, dopo aver raccolto durante i giorni della Fiera numerose segnalazioni da parte di allevatori, agricoltori e operatori del settore.
Tra le principali criticità emerse c’è quella relativa alla gestione degli spazi destinati agli animali. In alcuni casi, la disponibilità dei posti nelle stalle sarebbe stata comunicata soltanto a ridosso dell’inizio della manifestazione, costringendo alcuni allevatori a rinunciare a portare i propri capi nonostante mesi di preparazione. A questo si aggiunge l’aumento dei costi degli stand, altro elemento che, secondo le segnalazioni raccolte, rischia di rendere più difficile la partecipazione degli operatori.
Per Dipasquale, però, il tema non riguarda soltanto l’organizzazione della singola edizione, ma soprattutto il metodo con cui la FAM viene progettata.
«Allevatori, agricoltori e Associazioni di categoria devono poter partecipare alla costruzione della manifestazione fin dall’inizio», è il senso dell’intervento del deputato, che ha scritto all’Assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino chiedendo di avviare con largo anticipo un confronto in vista della prossima edizione.
L’obiettivo è creare un tavolo di lavoro che consenta di affrontare per tempo le diverse esigenze del comparto e di programmare la manifestazione attraverso un dialogo diretto con chi opera quotidianamente nel settore agricolo e zootecnico.
Dipasquale ha inoltre evidenziato la mancata presenza dei vertici politici dell’assessorato e del Governo regionale, sottolineando il ruolo che la FAM ha avuto storicamente non soltanto come vetrina espositiva, ma anche come occasione di confronto sulle politiche agricole e zootecniche della Sicilia.
Proprio questa funzione, secondo il parlamentare questore, dovrebbe essere rilanciata. La progressiva diminuzione della presenza degli animali e il coinvolgimento sempre più limitato degli allevatori rappresenterebbero infatti segnali da non sottovalutare.
Da qui la richiesta di cambiare approccio: una manifestazione dedicata all’agricoltura e alla zootecnia non dovrebbe limitarsi a essere organizzata per gli operatori del settore, ma dovrebbe essere progettata insieme a loro.
Il futuro della FAM, dunque, passa anche dalla capacità di riportare al centro chi rappresenta quotidianamente il comparto, trasformando le segnalazioni raccolte durante la Fiera in un confronto strutturato e in scelte organizzative condivise.
