Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 25 maggio 2026.- A causa della prematura morte di Vincenzo Paternò Castello, II Principe di Biscari, figlio primogenito di Agatino, a governare per qualche anno, “lo Stato di Biscari” fu, Donna Maria Paternò Castello La Restia, Prima Principessa di Biscari e moglie di Don Agatino il quale l’aveva nominata erede universale lasciandole tutti i suoi beni mobili ed immobili, compreso il denaro custodito nei Conventi. Anticamente infatti i ricchi spesso usavano i conventi come “casseforti”, essendo questi i luoghi più sicuri perchè impenetrabili grazie alle leggi di inviolabilità dei luoghi sacri. Pertanto la Principessa Maria ebbe il governo a pieno titolo dello Stato di Biscari come si evince da un documento del 2 agosto 1678 dove si attesta la sua morte avvenuta a Catania il 18 agosto 1677 evidenziando, inoltre, che ella “tenne e possedette lo Stato di Biscari con tutti i diritti e con tutte le sue pertinenze per se e per i suoi eredi e successori in perpetuo…” (Archivio di Stato di Palermo-Protonotaro del Regno, Processi d’investiture n. 1568, busta n. 4028). Inoltre tra i suoi privilegi c’era la detenzione delle chiavi delle Chiese, per poter aprire e chiudere le porte e le finestre e per il suono delle campane della Chiesa Matrice e delle altre chiese della Terra di Biscari e la scelta e la nomina del Capitano e degli Ufficiali. Probabilmente, Donna Maria avrà trascorso gran parte della sua vita nel Castello di Biscari, pertanto il compianto ex parroco di Acate, Don Rosario Di Martino, (da sempre nostra insostituibile Fonte), nella sua opera:”Biscari e il suo Santo che sorride”, edita nel 1996, così la immagina e la descrive: “è suggestivo immaginarla come un’energica donna di affari, mentre si aggira per le stanze del castello, ora impartendo ordini, ora intervenendo nelle faccende di ordinaria amministrazione, attenta e gelosa custode delle chiavi del castello, dei magazzini, delle stanze, delle porte di tutte le chiese e delle porte delle torri campanarie, per il suono delle campane. Nelle solennità la si può vedere vestita dei suoi abiti eleganti, adornata di preziosi gioielli, incedere con portamento superbo, circondata dalle sue damigelle, e sedersi sul soglio appositamente eretto per gli Eccellentissimi Principi nella Chiesa Matrice e da qui seguire le funzioni liturgiche”.

