Salvatore Cultraro, Acate (Rg) 30 giugno 2026.- Irene Tidona: Consigliere Comunale:”Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità. Questo è uno di quelli. In questi anni ho dedicato tempo, energie e passione a un progetto amministrativo in cui ho creduto profondamente. Ho affrontato battaglie difficili con un solo e unico obiettivo: rappresentare con dignità e lealtà i cittadini che mi hanno dato fiducia. Oggi mi ritrovo a pagare il prezzo della coerenza, della mia libertà e dei miei valori. Da oggi la comunità politica che rappresento non avrà più una delegazione in Giunta. Non per mancanza di risultati, non per assenza di sintonia con i bisogni del paese, ma per logiche di pura occupazione del potere. Mi è stato posto un aut-aut inaccettabile: rinnegare la mia appartenenza politica e confluire nell’MPA per mantenere l’assessorato. La mia risposta è stata, e sarà sempre, un NO categorico. Non cambierò mai casacca per una poltrona. La politica, per come la intendo io, è servizio per il territorio; non può e non deve diventare terra di ricatti, imposizioni o scambi di convenienza. La delusione più grande, tuttavia, non deriva dalle scelte del Sindaco. Da chi decide di governare con questi metodi e con queste scorciatoie non potevo aspettarmi nulla di diverso. Quello che ferisce profondamente è la scelta umana e politica di Daniele Gallo. Daniele non occupava un posto qualsiasi: era l’assessore espresso dal nostro gruppo, dal nostro lavoro e dai sacrifici di amici, sostenitori e cittadini che hanno creduto in un modo pulito e lineare di fare politica. Nel momento del bisogno, anziché difendere la dignità di quel percorso e delle persone che lo hanno portato fin lì, ha scelto di blindare la propria posizione e salvaguardare l’incarico personale. Considero questo un grave tradimento della fiducia, dei patti politici e del rispetto verso la nostra intera comunità. Proprio per il rispetto che nutro verso i cittadini e verso l’istituzione che rappresento, oggi non sarò presente al Consiglio comunale. È una scelta che ho maturato con sofferenza, valutandola fino all’ultimo istante. Ma ci sono momenti in cui la dignità impone di non prestarsi alla finzione. Mi rifiuto di prestare il fianco a ipocrite sceneggiate, a strette di mano di circostanza e a sorrisi di convenienza nel giorno in cui si consuma una delle pagine politicamente e umanamente più amare di questa amministrazione. Non intendo offrire l’immagine di una normalità che oggi non esiste. La mia assenza non è una fuga, né un passo indietro: è una scelta di coerenza e di rispetto verso me stessa, verso chi ha creduto in questo progetto e verso tutti quei cittadini che meritano una politica fatta di verità e non di rappresentazione. Un pensiero sereno voglio però rivolgerlo ai consiglieri di maggioranza e al Presidente del Consiglio. Nonostante i momenti di forte scontro che abbiamo vissuto, oggi non provo alcun rancore. Anzi, alla luce di quanto accaduto, mi chiedo quante delle tensioni passate non siano state alimentate ad arte per dividerci. So cosa significa subire pressioni e trovarsi davanti a bivi imposti. Per questo auguro sinceramente a ogni singolo consigliere di poter esercitare il proprio mandato in totale libertà, rispondendo solo alla propria coscienza e ai propri riferimenti politici, senza condizionamenti e senza il timore di ritorsioni. Io continuo il mio percorso a testa alta: libera, coerente e senza padroni. Oggi mi tolgono una rappresentanza in Giunta, ma non potranno mai sottrarmi la credibilità, la dignità e il rispetto dei cittadini. Le poltrone passano. I giochi di potere finiscono. La coerenza resta”.
L’Assessore ai Lavori Pubblici Daniele Gallo: “Non amo scrivere sui social e, in questi anni, ho sempre preferito parlare attraverso i fatti e i risultati raggiunti. Tuttavia, dopo essere stato accusato di aver tradito e rinnegato l’elettorato, sento il dovere di intervenire, non per alimentare polemiche, ma per rispetto dei cittadini che ci guardano e che sono stanchi di questi teatrini. Respingo con fermezza l’accusa di aver tradito un presunto patto con la consigliera Irene Tidona. Non c’è stato alcun tradimento. La nostra esperienza politica è nata come gruppo civico. Insieme abbiamo sostenuto la candidatura a sindaco di Gianfranco Fidone, condividendo un progetto amministrativo fondato esclusivamente sull’interesse della comunità. Dopo la vittoria elettorale abbiamo lavorato con impegno e senso di responsabilità, raggiungendo risultati importanti per il nostro Comune, risultati che la stessa consigliera Tidona ha più volte riconosciuto pubblicamente. La frattura tra noi nasce esclusivamente da una diversa scelta politica, non da un tradimento degli elettori. Non abbiamo mai sottoscritto accordi che imponessero l’adesione a una forza politica né stabilito che una decisione di questa portata spettasse esclusivamente alla consigliera Tidona. Nel suo intervento la consigliera richiama più volte il valore della libertà, sostenendo che non cambierebbe mai appartenenza politica per una poltrona. Eppure, da settimane chiedeva al Sindaco la mia estromissione dalla Giunta come condizione per proseguire il proprio percorso amministrativo. Se quel ricatto fosse stato accolto, la consigliera sarebbe rimasta al proprio posto, pur in presenza di un diverso assetto politico dell’Amministrazione. In sostanza, avrebbe fatto esattamente ciò che oggi afferma di non voler fare: cambiare casacca pur di restare in Giunta. Questa è la vera contraddizione. Si rivendica la libertà quando riguarda le proprie scelte, ma non la si riconosce agli altri. La mia libertà politica è stata considerata un motivo sufficiente per chiederne l’esclusione dalla Giunta. Gli elettori si rispettano continuando a operare con serenità, responsabilità e coerenza, mettendo sempre al primo posto l’interesse della comunità. Oggi mi premeva ristabilire una verità semplice: non ho tradito alcun patto, non ho mai rinnegato il mandato ricevuto dai cittadini e continuerò a svolgere il mio ruolo con lo stesso impegno e la stessa dedizione di sempre”.
Il Sindaco Gianfranco Fidone: “Ho letto il comunicato del Consigliere Comunale Irene Tidona con un mix di dispiacere e di sollievo. Dispiacere, perché non sarà di certo il suo allontanamento dalla maggioranza a farmi cambiare idea su di lei: Irene è donna valida, professionista preparata e ottima consigliera comunale. E la mia considerazione di lei è stata sempre tale e tanta da avere puntato sulla sua figura per la carica più elevata che Acate abbia mai espresso a livello provinciale: Irene è stata la prima consigliera provinciale eletta in prima battuta della storia di Acate. Su mia sollecitazione e su mia spinta politica, TUTTA la maggioranza, con esclusione di Fratelli d’Italia, ha puntato su di lei come NOSTRA rappresentante provinciale.
E così Irene, che avrebbe potuto contare soltanto sul proprio singolo voto, è stata eletta da Gianfranco Fidone e da consiglieri comunali che non l’avrebbero mai votata se non vi fosse stata la mia spinta decisiva per una scelta comune avente il bene di Acate come unico faro. A questi consiglieri comunali che hanno votato per lei chiedo scusa, personalmente, per la decisione che oggi prende Irene di rinnegare la fiducia che ciascuno di noi aveva riposto in lei: me ne assumo tutta la responsabilità. Sollievo, perché questi tre anni sono stati un autentico stillicidio. Tutto nasce, ed è fatto notorio, dal risultato delle elezioni comunali e dal suo non avere accettato il responso delle urne, per essersi collocata ampiamente dietro Cristina Cicero che, per questo, ricopre oggi la carica di Presidente del Consiglio da consigliera più votata della lista e forse della storia di tutte le elezioni comunali di Acate. Presidente Cicero che in questi anni, a più riprese, ha tentato di ricucire un rapporto manifestando sempre totale propensione e volontà di chiarire e recuperare personalmente e politicamente, ma scontrandosi sempre con il muro della consigliera Tidona. Da quel momento è stato un percorso irto di ostacoli, di veti, di ricatti, di prese di posizione, di teste da tagliare: una settimana toccava alla Presidente Cristina Cicero, quella successiva all’Assessore Dafne Lantino, quella dopo a Licitra e così via a tutti, nessuno escluso, fino a Daniele Gallo. Bene: non ho mai ceduto a un solo ricatto nella mia vita e non l’ho fatto nemmeno adesso. Daniele Gallo, che gode della stima e della fiducia di tutta l’amministrazione, ha lavorato in maniera esemplare e il fatto che Acate sia un cantiere a cielo aperto lo dimostra. Aut Aut non ce ne sono mai stati, dalla mia parte, ma solo dalla tua, sin da quando sei stata eletta. E la dimostrazione è data dal fatto che nessuno degli assessori e dei consiglieri è transitata nel partito a cui in cui ho deciso di rientrare, nemmeno Daniele Gallo. In questi anni ho cercato di tenere un equilibrio in nome del mandato elettorale e della responsabilità che ci è stata riconosciuta. Oggi, cara Irene, hai fatto una scelta su cui lavoravi da tempo, scavando e generando scompensi di ogni sorta, tramando contro tutta l’amministrazione.
Ma la politica è costruire, non distruggere. E allora esprimo sollievo perché finalmente, con la tua scelta di rinnegare un percorso e la elezione a consigliere provinciale che non sarebbe mai avvenuta senza di me e senza di noi, potremo lavorare in armonia e senza negatività, scontri, pretese e ricatti.
Di certo, a differenza di chi manifesta il più brutto dei sentimenti dell’animo umano e cioè l’ingratitudine, io non posso che augurarti il meglio del meglio.
In bocca al lupo per il futuro”
Il presidente del Consiglio Comunale, Cristina Cicero: “C’è una grande differenza tra il silenzio di chi non vuole alimentare polemiche e il silenzio di chi nasconde la verità. Io ho scelto il primo, ma oggi scelgo di raccontare la seconda. Da tre anni ricopro il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale con senso delle istituzioni, rispetto e responsabilità. Ho sempre creduto che la politica, come il lavoro , come le amicizie, le conoscenze, la famiglia sono uno strumento per unire e non per dividere. Per questo, quando si è trattato di eleggere il consigliere provinciale, ho votato con convinzione la mia collega, non per interesse personale ma perché ritenevo fosse la scelta migliore per il bene del nostro paese. Avrei espresso lo stesso voto qualunque fosse stato il nome indicato dalla maggioranza. Con lei e con suo marito esisteva anche un rapporto di amicizia, a causa della politica, quel rapporto si è incrinato, non mi sono mai rassegnata. Ho cercato più volte di costruire ponti, sia sul piano politico che su quello umano, inviando messaggi personali e chiedendo un confronto diretto. Ho sempre trovato porte chiuse. Anche la mia famiglia ha cercato di favorire un chiarimento: mio padre invitò suo marito a casa nostra, subito dopo la vittoria elettorale, per parlare guardandosi negli occhi. Quell’invito non fu mai accolto. Oggi leggere che quei contrasti sarebbero stati creati da altri mi lascia profondamente amareggiata. Perché a loro ho ripetuto più volte una cosa molto semplice: non ascoltate le voci, confrontiamoci di persona,il dialogo è sempre stato possibile, se lo si fosse davvero voluto. Non ho mai avuto difficoltà a riconoscere il valore degli altri anzi, l’ho sempre detto apertamente: se il rapporto di fiducia e amicizia fosse rimasto intatto, sarei stata persino disposta a fare un passo indietro nel mio ruolo, perché per me le persone e il bene della comunità vengono prima delle poltrone. Ho conservato ogni messaggio, non per rivalsa, ma perché la verità merita rispetto. Scrivo queste parole perché credo che la coerenza, la lealtà e la verità abbiano ancora un valore. Si parla molto di coerenza,per quanto mi riguarda, ho iniziato un percorso politico in cui credevo e continuo a credere. La coerenza non si misura in base alla convenienza del momento, né dal fatto che, quando non si ottiene ciò che si desidera, si decide di voltare le spalle a un progetto o alle persone. Nel corso di questi anni ho avuto anche momenti di confronto, talvolta acceso, con il Sindaco, c9n cui sono legata da un rapporto di amicizia, prima verso i suoi genitori e poi verso di lui,non ho condiviso alcune scelte, soprattutto quando sono state fatte per mantenere un equilibrio politico o per accontentare chi oggi ha deciso di intraprendere un’altra strada. Ho accettato, anche con sacrificio personale, di mettere da parte persone valide e meritevoli, pur non condividendo fino in fondo quelle decisioni, perché ho ritenuto che il senso di responsabilità verso l’amministrazione e verso i cittadini venisse prima delle posizioni personali.
Le mie idee, in alcuni casi, si sono scontrate con quelle della maggioranza, ma ho sempre scelto il confronto e il rispetto delle istituzioni, senza mai venir meno agli impegni assunti. Succede anche nella vita di tutti i giorni: ogni rapporto attraversa momenti difficili e se al primo litigio con il proprio marito o con la propria moglie si decidesse di andarsene, probabilmente nessuna famiglia resisterebbe. La coerenza significa affrontare le difficoltà, assumersi le proprie responsabilità e portare avanti con serietà gli impegni presi. È questo il modo in cui ho interpretato e continuerò ad interpretare il mio ruolo, con rispetto per tutti, ma senza rinunciare ai miei valori”.

