Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 24 giugno 2026.- L’Arcivescovo di Siracusa, rappresentato dal Vicario Foraneo, il quale faceva anche parte del Sant’Uffizio nonchè del Tribunale dell’Inquisizione, era il massimo rappresentante ecclesiale, tutto, infatti, dipendeva da lui. Il 9 novembre 1697 abbiamo una rinuncia all’incarico di Vicario Foraneo a Biscari, da parte del sacerdote Stefano Caruso: “Il Vicario della Terra di Biscari, eletto dal reverendissimo Vescovo della Diocesi di Siracusa, il 2 marzo 1694, per la sua vecchiaia e la sua grave malattia, non può esercitare pienamente l’ufficio sopraddetto di Vicario Foraneo, al quale rinuncia rimettendolo nelle mani dell’Illustrissimo e reverendissimo Signore, Don Asdrubale Termini, Vescovo della Diocesi di Siracusa”. (Archivio di Stato di Modica- Fondo notarile di Biscari n.1 vol.3-n.3 vol. 9 e n. 2 vol. 7, anno 1744). (Don Rosario Di Martino “Biscari e il suo Santo che sorride). Da un atto notarile, relativo alla donazione di una reliquia di San Gaetano al sacerdote Giovanni Tribastone, si evince come il Vicario Foraneo fosse anche membro del Santo Ufficio nonchè Commissario del Tribunale dell’Inquisizione: “Due dicembre 1745. Attestiamo che fra Girolamo Gaetano Mauceri, della città di Licata…e qui a Biscari…manifestando un grande amore e benevolenza che….costantemente porta nei confronti del reverendissimo Sac. Vicario e membro dell’Illustre Sant’Ufficio e Commissario del Tribunale dell’Inquisizione Don Giovanni Tribastuni di questa terra di Biscari, donò…..una reliquia tratta dal Piviale del Santo Patriarca San Gaetano da Thiene…” (Archivio di Stato di Modica-Fondo notarile di Biscari n.1 vol. 3-n. 3), (Don Rosario Di Martino, opera citata). Questo sacerdote fu Governatore della Terra di Biscari, nominato dal IV Principe, Vincenzo Paternò Castello con atto stipulato, nella città di Palermo presso il notaio, Giovanni Facella, il 20 febbraio 1735. Il Parroco veniva nominato beneficiario della Chiesa parrocchiale dal Principe il quale aveva il diritto di Patronato, ovvero la potestà e la facoltà di scegliere e nominare il sacerdote che, in caso di morte o di trasferimento del parroco, doveva succedergli come si evince da questo documento, datato Biscari 17 gennaio 1736, conservato presso l’Archivio di Stato di Palermo, La Gancia- Fondo notarile n. 6527- stanza VI. “Il Principe, in seguito alla morte del parroco….nomina per il Beneficio della Venerabile Chiesa Matrice e Parrocchiale della Terra di Biscari……in forza del diritto di Patronato……il Reverendo Don Matteo Iannitto della Terra di Sortino”. All’interno della parrocchia, il Parroco era la persona giuridica più autorevole e senza il suo parere favorevole non veniva presa nessuna iniziativa. Al Parroco, inoltre , spettavano dei proventi abbastanza cospicui, naturalmente in base alle varie celebrazioni, in più usufruiva di una paga proporzionata al numero di fedeli. Ne da testimonianza un documento del 1737 custodito presso l’Archivio di Stato di Catania- Fondo Biscari- vol. N. provvisorio 1181: “Proventi spettanti al molto Reverendo Parroco di questa Terra di Biscari, in base alla numerazione delle anime, dei sposalizi, e Battesimi, alla presenza degli spettabili Giurati e Sindaco di questa suddetta Terra, del Razionale Don Giacomo Albani, del Reverendo Sacerdote Severino Felice Cappellano, numero anime 1341, numero Sposalizi 32, numero battezzati 139….totale onze 46 tarì 24 grana 10”.

