Salvatore Cultraro, Acate (Rg) 10 giugno 2026.- Fulcro della vita ecclesiale nell’antica Biscari era la Chiesa Madre, la cui edificazione nel nuovo sito di Biscari dovrebbe risalire alla prima metà del XVI secolo. La sua esistenza già molto prima del terremoto del 1693 è  confermata da vari dati: 1) il ritrovamento nel corso dei lavori di ampliamento di detta Chiesa, delle fondamenta di una abside centrale, di due navate laterali e di un campanile a base quadrata, 2) dal registro delle sepolture all’interno delle sue cripte, prima dell’istituzione dei cimiteri esterni, compreso il numero di vittime ivi sepolte a causa del disastroso sisma, 3) come ci fa sapere don Rosario Di Martino nella sua opera citata, durante una visita pastorale dell’Arcivescovo di Siracusa, effettuata il 21 gennaio 1700,  venne promesso, da parte del parroco del tempo di Biscari, il completamento dei lavori della Chiesa, quale riparazione dei danni del terremoto e primo ampliamento, entro il mese di marzo dell’anno successivo. “ Giorno 21 gennaio 1700, L’Illustrissimo e Reverendissimo Signore, Asdrubale Termini, Vescovo di Siracusa stamattina si recò in terra di Biscari…per visitarla. Per primo pervenne alla Chiesa Matrice, sotto il titolo di San Biagio, il cui Parroco e Illustrissimo Don Corrado Palmieri, disse che la stessa Chiesa entro tutto il mese di marzo prossimo sarebbe stata completata….”(Archivio della Curia Arcivescovile di Siracusa.- Volume delle visite pastorali del 1700). Un’altra conferma viene da un contratto del 1702, relativo ad ampliamenti e lavori di riparazione dei danni subiti nel corso del disastroso terremoto, con il quale vengono ordinati alcuni lavori relativi alla suddetta Chiesa. “ Giorno 29 di giugno 1702. Il maestro Giacomo Guccione della città del Bidani e attualmente presente qui a Biscari…si è obbligato e si obbliga ai Magnifici Giudici e Giurati, D. Alessandro Migliorisi, D. Filippo Caruso e Lorenzo David e Antonino Bruno di questa predetta terra di Biscari…fare quattro archi di stucco nella chiesa Matrice…per il prezzo di diciassette onze. Al Guccione fu dato un anticipo di due onze con l’obbligo di saldare la restante somma pattuita a lavori terminati. I lavori sarebbero dovuti iniziare il 13 luglio dello stesso anno. I Giudici e i Giurati di Biscari, pertanto, si impegnarono a fornire al Guccione tutto l’occorrente per i lavori relativi alla realizzazione degli archi in stucco: “calcina, gesso, acqua, travi, tavoli per il ponte, lazzi e tutto quello cui sarà necessario…” (Archivio di Stato di Modica- Fondo Notarile n.1 vol.5.). Mentre si procedeva con i lavori di restauro della Chiesa, contemporaneamente, furono firmati dei contratti, come era usanza dell’epoca, riguardanti la concessione di terreno, nelle cripte sottostanti, per la costruzione di sepolture. “ Don Corrado Palmieri, come parroco di questa Terra di Biscari….e della venerabile Chiesa Matrice, dedicata a San Biagio….concede in perpetuo alla sottoscritta Giuseppa Vaiana Incardona, moglie di Barbaro Incardona della detta Terra….lo spazio di terra nella Chiesa Matrice, innanzi il venerabile altare della Madonna SS. Dello Rosario, nel quale terreno, come sopra concesso, possa detta Giuseppa farci una sepoltura a sue spese….e sopra detta sepoltura metterci una copertura di pietra….pagando a mo di elemosina il prezzo di una onza, che il parroco donò alla Chiesa Matrice. Offerta consegnata a Don Pietro Mulè Bazzano, attuale procuratore della detta Venerabile Chiesa Matrice. La detta Giuseppa si impegnò con  il procuratore Don Mulè Bazzano a versare 15 Tarì ogni volta che la sepoltura fosse stata aperta. A riguardo di questa concessione furono inviate delle lettere al Vescovo di Siracusa, il 24 gennaio 1700”. (Don Rosario Di Martino, opera citata), (Archivio di Stato di Modica, Fondo Notarile di Biscari n.1 vol.3 – n.3 vol. 9 e n. 2 vol. 7, anno 1744).

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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