Salvatore Cultraro, Acate (Rg) 20 maggio 2026.-

“Con Delibera di Giunta n. 133 del 11/05/2026 è stato approvato lo schema di rendiconto per l’anno 2025; in data 14/05/2025 il Collegio dei Revisori dei Conti, ha attestato la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione ed espresso giudizio positivo sullo stesso.

Da questa data, previa convocazione, decorrono i 20 giorni trascorsi i quali il rendiconto può essere approvato in Consiglio Comunale e, conseguentemente, la prima data utile è il 04/06/2026.

Per la seconda volta nella sua storia recente e per il secondo anno consecutivo, a prescindere dal finale di questa storia, il Comune di Acate NON sarà commissariato per la mancata approvazione dei documenti contabili, cosa sempre avvenuta fino al 2024 (sia per i bilanci di previsione che per i rendiconti con i relativi costi a carico dei cittadini acatesi).

Avete capito bene: sia per i blianci di previsione che per i rendiconti il Comune di Acate è stato SEMPRE COMMISSARIATO, perché gli strumenti finanziari non sono mai stati approvati in tempo, almeno negli ultimi 15 anni prima del nostro arrivo.

Ricordiamo che il Comune di Acate è sottoposto alla procedura di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, con Piano approvato in data 11/08/2025 con Delibera n. 40, nel silenzio di un Consiglio Comunale in cui nessuno degli attuali paladini della contabilità espresse alcuna considerazione o analisi tecnico-politica.

In considerazione di tale Piano di Riequilibrio, che ricordiamo è attualmente in attesa di riscontro da parte della Cosfel e sarà successivamente sottoposto all’analisi della Corte dei Conti, gli uffici hanno segnalato l’opportunità di approvare il rendiconto entro la scadenza prevista del 31/05/2026, al fine sia di dimostrare la “bontà” dell’azione amministrativa “davanti” a tali organi (considerando appunto i pochi giorni di differenza tra la data prevista del 04/06/2026 e quella di scadenza) sia per evitare l’esclusione da alcuni contributi regionali che, negli anni precedenti, sono stati “legati” al rispetto del termine di approvazione dei documenti contabili.

Approvare i documenti contabili in tempo, e in questo caso il rendiconto, è qualcosa che porta utilità al Comune di Acate, non all’amministrazione comunale o al Sindaco.

Il fatto che da sempre le scadenze non venissero rispettate o, addirittura, ritenute non perentorie da vari “politici”, testimonia come la realtà amministrativo-contabile dell’ente sia notevolmente cambiata negli ultimi anni, dove il “problema” è di qualche giorno e non di qualche mese (o anno) e che solo eventi indipendenti dalla volontà politica e amministrativa hanno portato Acate ad avere questo potenziale ritardo (di 4 giorni) nell’approvazione del rendiconto.

Ma sempre per evitare di far parlare le opinioni e non i fatti, andiamo anche a dettagliare perché si è arrivati a questo “ritardo”:

– il 29/01/2026 la Cosfel, deputata alla valutazione del Piano di Riequilibrio, ha richiesto una documentazione aggiuntiva e aggiornata, da fornire entro 30 giorni, rispetto a quella approvata perfettamente nei tempi in data 11/08/2026 e in loro possesso dal 12/08/2026; per precisione si evidenzia che l’art. 243-quater del TUEL, assegna un termine di 60 giorni alla Cosfel per tale l’istruttoria.

– il 27/02/2026 il Consiglio Comunale ha approvato il Bilancio di Previsione 2026/2028, per la seconda volta nella storia (e la seconda consecutiva), entro i termini;

– in pari data è stata inviata la documentazione richiesta dalla Cosfel, centinaia di pagine di approfondimenti e analisi secondo quanto da loro indicato;

– a marzo 2026 è iniziato l’iter di approvazione del Rendiconto 2025, in leggero ritardo dovuto a quanto fatto per la Cosfel ma in linea con l’approvazione entro i termini di legge;

– l’ente ha ricevuto tra marzo e aprile anche alcune richieste di approfondimenti ulteriori da parte dei vari dipartimenti ministeriali, alcune delle quali legate proprio all’approvazione del rendiconto, richieste a cui ha risposto e che per poter procedere necessitavano di ulteriori indicazioni (non ancora ricevute);

– va considerato che l’approvazione di un rendiconto prevede attività quali ad esempio:

1. l’analisi dei residui attivi e passivi da parte degli uffici e da parte dei Revisori;

2. la rilevazione di eventuali debiti fuori bilancio;

3. l’analisi di debiti e crediti con le società partecipate;

4. le verifiche di cassa e gli adempimenti con la Corte dei Conti;

5. l’analisi della situazione della riscossione e dei servizi a domanda individuali.

– successivamente va tutto organizzato e sottoposto all’approvazione della Giunta, dopo la quale si richiede il parere ai Revisori, i quali hanno fino a 20 giorni di tempo per esprimersi e, dopo tale “parere”, sottoposto per l’approvazione al Consiglio Comunale.

Detto tutto questo, per tornare alla “chiarezza” e “verità”, una volta evidenziata l’opportunità di approvare il rendiconto nei termini, gli uffici dal 14/05/2026 hanno contattato telefonicamente alcuni consiglieri di opposizione (anche perchè la maggioranza su questo è d’accordo) per chiedere di valutare, nei limiti delle loro prerogative e mettendosi a disposizione per ogni possibile chiarimento e spiegazione, la disponibilità a rinunciare all’unanimità al termine dei 20 giorni così da consentire all’Ente (non al Sindaco o al Presidente del Consiglio) di rispettare i termini (ripetiamo, significa rinunciare a 4 giorni).

Per precauzione e per evitare che i “famosi” 20 giorni decorressero successivamente, si è proceduto alla convocazione del Consiglio Comunale per il 04/06/2026.

Contemporaneamente, sono proseguiti i contatti tra uffici e consiglieri, per verificare le diverse possibilità ma, a fronte di una indisponibilità da parte di alcuni, non si è ancora arrivati ad elaborare un documento di sintesi da far firmare ai consiglieri.

Ora, scambiare una semplice richiesta di valutazione di riduzione dei giorni a disposizione con una situazione disperata, con un dissesto o con qualunque altro allarme sui conti è fuori luogo e totalmente falso; grazie al lavoro degli ultimi due anni ed alle tante attività intraprese per migliorare l’efficienza amministrativa (tutto verificabile e oggettivo, in confronto a quanto si blatera), Acate si sta piano piano risollevando.

Sarebbe interessante, piuttosto, capire i motivi per i quali questi “paladini della contabilità” evocano oggi danni e dissesti, mentre stavano a guardare quando la situazione era estremamente delicata e compromessa”.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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