Redazione Due, Acate (Rg), 12 febbraio 2020.-  “In data 10.10.2019 venivano stanziati 10.000,00 euro per un affidamento diretto di bonifica, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi cer 160305, rifiuti organici pericolosi in contrada Macconi Dirillo per una quantità stimata di sei tonnellate ad una ditta specializzata. Con tale cifra era prevista pure la caratterizzazione per euro 440,00 somme già impegnate con determina del 24.01.2019. Ora le chiedo, essendo soldi che pagheremo tutti noi contribuenti, il perche alla data odierna ancora questi rifiuti pericolosi di cui in parte già dati alle fiamme con ulteriore aggravio della già precaria situazione igienico sanitaria, sicurezza ambientale in cui versa la Foce del fiume Dirillo, non sono stati raccolti ? Di chi è la colpa del mancato ritiro dei sacchi di rifiuti pericolosi? A cosa sono servite le foto trappole installate nel luogo dopo le mie segnalazioni che restando inattese hanno permesso ad ignoti di bruciare rifiuti tossici (amianto) rendendo inutili tali raccolte che invece di bonificare pochi metri dell’alveolo del fiume Dirillo ne hanno peggiorato la situazione? Essendo un semplice cittadino spero che chi preposto possa darmi/ci le risposte nel rispetto del dialogo istituzionale”.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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