Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 12 aprile 2026.- “San Vincenzo Martire: chi era costui ?”. “ Manzoniane memorie” e “nuovi studi e scoperte” ci inducono a porci questa domanda. A distanza di più di 300 anni dall’ arrivo a Biscari (antico nome di Acate) dei suoi resti mortali, esposti alla venerazione dei fedeli in una artistica Urna in cristallo di Boemia posta sull’altare maggiore dell’omonima chiesa a lui dedicata, attigua al Castello dei Principi di Biscari (dinastia Paternò-Castello), l’individuazione dei suoi resti mortali sembra non avere ancora fine. Inizialmente, per secoli, le sacre reliquie erano state attribuite al figlio di un di un emiro turco convertitosi al cristianesimo e successivamente arruolatosi tra i crociati e quindi ucciso dall’Emiro suo padre mentre riposava all’ombra di una palma. Versione, questa, che si è tramandata da padre in figlio per tantissimi decenni. Successivamente, negli anni ‘90 del secolo scorso, grazie alle dettagliate ricerche da parte dell’emerito parroco di Acate, il compianto don Rosario di Martino era emersa, all’epoca, quasi con una certezza del 99%, grazie anche ad esami con il C14 e a esami radiologici delle spoglie del Santo presso l’ospedale Guzzardi di Vittoria, “la versione” che i resti mortali appartenessero al diacono Vincenzo di Saragozza, martirizzato nel 300 d.C. durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, contro i primi cristiani. Recentemente, però, è emersa una nuova versione sull’individuazione di queste sacre spoglie, il tutto grazie alle ricerche del dottor Luigi Denaro, medico Ortopedico presso l’ospedale Guzzardi di Vittoria, il quale ha collaborato per tantissimi anni a stretto contato con don Rosario nelle difficili ricerche. Gli studi, le ricerche e le conclusioni, sintetizzate in un volume dal titolo “San Vincenzo Martire di Acate”, saranno ufficializzate lunedì 27 aprile alle ore 19,30, presso i locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso di via XX Settembre 3 ad Acate. Inutile dire che tra la cittadinanza c’è molta attesa per l’evento che l’autore del libro, riferendosi alle spoglie mortali del santo, definisce: ”la sua vera identità”. Anche se, per il momento, l’unico a conoscere attualmente con matematica certezza la vera identità del Santo, è solo il compianto don Rosario Di Martino il quale, “da un luogo ignoto”, ormai sarà a stretto contatto con San Vincenzo.

