Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 28 gennaio 2020.- Probabilmente il corpo di San Vincenzo Martire di Saragozza, attualmente custodito sull’Altare Maggiore dell’omonima chiesa, attigua al castello dei Principi di Biscari, originariamente avrebbe dovuto avere un’altra collocazione. Nel 1698, infatti, il Principe Ignazio Paternò Castello, come ci fa sapere il parroco emerito don Rosario Di Martino nella sua opera, “Biscari e il suo Martire che sorride”,  intenzionato a costruire un Convento da affidare ai Padri Cappuccini, in una lettera datata 30 aprile 1698 ed inviata al Vescovo di Siracusa, fa presente di aver avanzato una richiesta alla “Congregazione dei Religiosi” per ottenere l’autorizzazione per poter costruire un Convento. Durante un suo breve viaggio a Roma, prima della sua imminente morte a causa delle precarie condizioni di salute, il Principe Ignazio si incontrò anche con,  “I Padri dell’Ordine della Santissima Trinità” offrendo loro la possibilità di costruire un Convento a Biscari a condizione di rispettare alcuni patti. In una lettera, datata, Roma 14 febbraio 1700, conservata presso l’Archivio Storico di Catania- Fondo Biscari- n. provvisorio 441, e pubblicata da don Rosario sempre nell’opera citata, don Ignazio ed alcuni sacerdoti di Biscari scrivono: “Noi sottoscritti per nostra divisone promettiamo e ci obblighiamo di far fare a nostre spese una Chiesa e Convento nella nostra Terra di Biscari in Sicilia, diocesi di Siracusa, con tutte le officine necessarie per li Reverendi Padri dell’ordine della SS. Trinità…acciò si possano commorare 12 religiosi di dettato ordine…e cioè otto sacerdoti e quattro laici per i servizi di detto convento e chiesa…..Più ci obblighiamo che in detta Chiesa da farsi a nostre spese cinque altari cioè l’altare maggiore sotto titolo di Sant’Anna, uno del SS. Crocifisso, uno di Sant’Agata, uno dei SS. Patriarchi San Giovanni di Matha e San Felice di Valois fondatori di detta religione e un altro a mia disposizione per metterci il corpo di un santo martire…”. Chiara, quindi, l’intenzione del Principe Ignazio di ottenere il Corpo di un Santo Martire da sistemare sull’altare, a lui riservato, della nuova Chiesa, da dedicare a Sant’Anna, da costruire acanto al Convento. Un progetto che Don Ignazio non ebbe il tempo di portare a termine a causa della sua improvvisa morte proprio durante il viaggio di ritorno da Roma a Biscari e che fu successivamente ripreso dal figlio Vincenzo, però con alcune sostanziali varianti, come la sistemazione del Corpo del Santo Martire, in questo caso, con ogni probabilità quello di San Vincenzo, in un’altra Chiesa. (Nella foto, non di copertina, quello che resta oggi dell’altare maggiore dedicato a Sant’Anna, nell’ex chiesa del convento dei frati Cappuccini).

 

 

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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