Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 14 luglio 2025.- Non c’è due senza tre, (e con ogni probabilità andremo oltre il “tre”) recita un vecchio detto, preso alla lettera dal maestro d’Arte acatese, Saro Morando, il quale dopo aver magistralmente completato e riportato agli antichi splendor l’artistico fercolo di San Giuseppe, ormai destinato a legna da ardere per le sue pessime condizioni e l’urna adibita la sera del Venerdì Santo al trasporto in processione del Corpo esanime di Gesù al termine del Dramma Sacro che da tantissimi anni si tiene in piazza Calvario, ha rivolto le sue ben note capacità professionali al complesso restauro di un terzo fercolo, risalente al 1884 ed ufficialmente adibito al trasporto in processione della statua di San Biagio, nonchè ultimamente, per la mancanza di valide alternative, anche a quello di altri Santi, onorati nel corso delle varie ricorrenze religiose. Il restauro di vecchi fercoli, comunemente detti anche “vare”, è indubbiamente un processo complesso, finalizzato  a consolidare preservare e valorizzare queste bellissime opere d’arte che fanno parte del patrimonio culturale paesano. L’opera di restauro comprende varie fasi quali la pulizia, il consolidamento delle strutture, il rifacimento di parti danneggiate, il restauro pittorico e la cura degli elementi decorativi, oltre, naturalmente, al miglioramento della sicurezza e della stabilità del fercolo, come avvenuto per quello di San Biagio. Un lavoro, reso possibile ancora una volta grazie a numerosi sponsor ed all’interessamento del dottore Luigi Denaro, delicato, complesso ed articolato, portato a termine, con grande professionalità, ma principalmente: “con il cuore” dal Maestro Morando e che lo ha visto, anche in questo caso, come i restauri precedenti, impegnato quotidianamente per più di tre mesi di lavoro considerate le precarie condizioni del fercolo in passato sottoposto ad approssimativi e poco professionali tentativi di restauro e consolidamento che hanno solo contribuito a peggiorare il tutto. “Prima di intervenire ho voluto valutare  accuratamente lo stato di conservazione del fercolo, identificando le aree danneggiate, i materiali originali e le cause del degrado- ci spiega il Maestro Morando-quindi ho proceduto alla rimozione dello sporco e dei depositi superficiali. Questo è un passaggio cruciale per poter apprezzare i dettagli originali del fercolo e per preparare le superfici agli interventi successivi. Quindi sono intervenuto sulle parti lignee o metalliche per rafforzare la struttura e prevenire ulteriori danni, con ulteriori trattamenti dei parassiti, il ripristino di parti mancanti e il consolidamento di materiali degradati.  Quindi le decorazioni pittoriche del fercolo sono state restaurate con tecniche specifiche per ripristinare i colori originali e la leggibilità delle immagini, spesso utilizzando materiali compatibili con quelli originali. Infine ho curato i dettagli come le cornici, le dorature, le applicazioni metalliche e altri elementi decorativi, ripristinandone l’aspetto originale e la coesione estetica. Il restauro ha riguardato anche  interventi per migliorare la stabilità e la sicurezza del fercolo durante le processioni, oltre all’aggiornamento dell’impianto elettrico”.  L’antico fercolo di San Biagio, rappresenta un  pezzo della storia, non solo religiosa, di Acate. Realizzato nel 1884, è stato utilizzato per decenni per portare in processione la statua non solo di San Biagio ma anche di altri Santi onorati localmente e la sua inaugurazione avverrà proprio domenica 20 luglio, in occasione della processione della Madonna del Carmelo che quindi sarà la Prima statua sacra a salire sull’artistico fercolo riportato a nuovo. Si è trattato, quindi, di un restauro complesso, che ha  impegnato tantissimo il Maestro Morando ma il risultato compensa ampiamente gli sforzi profusi generando un tutt’uno tra fede e identità di un popolo. “Il fercolo- conclude il Maestro Morando- realizzato nel 1884, ormai era ridotto maluccio. E, grazie al mio impegno,  oggi è tornato al suo grande splendore. Un grande ringraziamento, pertanto, va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, in modo particolare al nostro reverendissimo  parroco, Don Mario Cascone che ha creduto in me”. Intanto come dicevamo all’inizio c’è chi vorrebbe sfatare il detto ”non c’è due senza tre” chiedendo insistentemente al Maestro Morando di iniziare a fare un pensierino sul possibile restauro di un “quarto fercolo”, quello di San Vincenzo.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
RSS
Follow by Email