21 Aprile 2024

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Acate. “Romanzo Acatese ci aiuta a comprendere, ricordare, conoscere e riflettere”, di Massimo La Pegna.

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Redazione Due, Acate (Rg) 23 febbraio 2024.- In riferimento all’imminente presentazione al pubblico, in programma per le ore 17,00 di sabato 24 febbraio presso la chiesa del “Carmelo” in piazza Crispi ad Acate, del volume, “Romanzo Acatese”, edito dal professore nonchè giornalista Emanuele Ferrera, riceviamo, e pubblichiamo integralmente, una bellissima recensione del libro a firma dello scrittore, Massimo La Pegna. “… La memoria come serbatoio e possibilità di recupero… unica arma che ci può aiutare nel tentativo di risuscitare in qualche modo il passato, perché moriamo istante per istante; solo la memoria in qualche modo conserva questa possibilità, quella che io chiamo il bis, la possibilità di rivivere. Io ritengo che ognuno di noi vive in quanto ricorda, il nostro essere è nient’altro che coincidente con la quantità della nostra memoria… anche quando è invenzione… Queste parole, tratte da un’intervista che Sergio Palumbo fece nel 1985 a Gesualdo Bufalino, riassumono in modo straordinario l’importanza della memoria. Tutte le storie portano con sé l’irripetibile univocità: quelle cadenzate da una regolare e pacifica successione degli avvenimenti, altre, tristi e dolorose. Il continuo cambiamento, con la complicità impietosa del veloce scorrere del tempo, tenterà a silenziare quel che fu, a cancellare per sempre chi ha costruito, anche a costo della propria vita, il nostro passato che inevitabilmente fa parte del nostro presente: fotografie, lettere, cartoline e libri, per non dimenticare. Il professore Emanuele Ferrera, giornalista, scrittore e instancabile ricercatore, innamorato dei propri luoghi, scrive con la tangibile necessità di scongiurare dall’oblio ciò che ci appartiene: l’ultima sua pubblicazione, Romanzo Acatese cronache e storie iniziando da Pirricchiu, ne è la dimostrazione. Con infinita pazienza ha riordinato e selezionato alcuni dei suoi articoli scritti, nell’arco di circa mezzo secolo, per i più importanti quotidiani cartacei e online della nostra regione. Da bravo giornalista e scrittore, con un lessico efficace, ricco di dettagli e immagini evocative, ci racconta di persone sorprendenti, umili e semplici; di atleti fantastici; di eventi di guerra che hanno segnato drammaticamente il nostro territorio. È una sorta di memorandum che ci permette di comprendere, ricordare, conoscere e riflettere. Il professore Ferrera, non solo ci accompagna in un tempo che fu, ma ci suggerisce quanto sia prezioso recuperare quello che altrimenti rimarrebbe nella memoria di pochi. Dalla lettura di questo libro, i nostri sensi si rallegrano, si emozionano, si scuotono; i luoghi apparentemente muti e statici, rivivono, si affollano di chi ci appartiene profondamente, ci riporta chi non c’è più… sono tutti ancora lì…E ora che anche io so, quando passerò dal corso principale, vedrò la banda musicale con a capo Francesco D’Arcangelo; passando dalla chiesa di San Vincenzo, troverò la popolazione festante per il ritorno, dopo l’incendio, delle reliquie del loro Santo Protettore; incontrerò Gaetano Angirillo, con la sua borsa a tracolla, a consegnare cartoline ai suoi compaesani, a dare soluzioni agli innumerevoli rompicapi in occasioni di censimenti, consultazioni elettorali…; quando passerò davanti al Circolo di Conversazione, mi girerò e vedrò la grande voragine al centro di quella piazza… e mi accorgerò che nei pressi della villa, un’ombra furtiva, sta puntando il fucile contro il povero Vincenzo Ferlante; incontrerò Gian Giacomo Marino a braccetto con il professore Maganuco; sbalordito e incuriosito sentirò suonare la sirena; sul marciapiede del centro storico, vedrò passeggiare Carmela Albani con lo sguardo basso dal dolore per la straziante perdita del marito Giuseppe Mangano e del suo piccolo eroe Valerio; vedrò Luigi Fidone, don Biagio Mezzasalma e Giovanni Gallo, correre con coraggio verso la postazione degli americani, per digli di non sparare perché i tedeschi erano fuggiti; davanti quell’abitazione tra via Nazario Sauro e Vittorio Veneto, troverò Salvatore Carrubba e Carmela Di Stefano che con amore osservano il loro piccolo Francesco, assorto nei suoi giochi. Quando m’immetterò nello stradale per tornare a casa, accenderò la radio e sentirò la splendida voce di Salvatore Licitra: … vuoi vedere che quella canzone è trasmessa da Radio Leader… e dietro la console ci sono Angela Bellomo e Turuzzu Di Martino?”

( nella foto il probabile luogo, tra il Municipio e la Villa Comunale, dove venne assassinato Vincenzo Ferlante, detto “Pirricchiu”, vittima di un crimine politico, quasi un giallo, primo episodio raccontato nel libro Romanzo Acatese).

 

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