Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 24 settembre 2025.- Ancora un appuntamento di rilievo con il Teatro, questa sera ad Acate (condizione meteorologica permettendo), alle ore 20,30, all’interno della villa Margherita, con il lavoro teatrale: “Malacarni” di Guglielmo Tasca, con la straordinaria partecipazione del regista ragusano Massimo Leggio. L’evento rientra nell’ambito della Rassegna Teatrale dell’edizione 2025 del Settembre a Biscari. “Se volete trascorrere un’oretta e mezza di pura spensieratezza e di risate a più non posso- ha dichiarato l’attrice acatese Matilde Masaracchio- vi consiglio di venire a vedere Massimo Leggio e Gugliemo Tasca alle 20,30 presso la Villa Comunale, vi garantisco che non ve ne pentirete. Incredibile è la storia di Turiddu Malandrinu e incredibili sono i due artisti, Massimo Leggio e Gugliemo Tasca, in Malacarni”. “Un lavoro teatrale- continua Matilde Masaracchio- che prende spunto dalla narrazione dei cantastorie, riprendendone, in maniera assolutamente libera, certi stilemi. È un racconto che potrebbe e vorrebbe diventare un testo orale, narrato con tanto di cartellone. Turiddu è un bambino che nasce e cresce in un ambiente mafioso. Un bambino, neanche troppo sveglio, che, per una serie di casi fortuiti e strane coincidenze, assurge a fama di spietato e crudele sin dalla più tenera età. Protagonista della storia non è lui, e nemmeno il padre Don Calogero (il vero mafioso), quanto piuttosto l’ambiente nel quale cresce Turiddu: quell’ambiente che, complice l’ignoranza, concorre a generare una ammirazione sconfinata per le gesta eroiche sue e del padre. Quell’ambiente in cui la povertà e l’assenza di alternative fanno sì che la delinquenza diventi una reale possibilità di sopravvivenza e la sola carriera possibile. Da qui lo stupore per chi ha progredito in questo percorso e Turiddu, suo malgrado, ha iniziato presto. Il male più grande che ha prodotto la mafia è il suo innegabile contributo alla formazione di un pensiero fuorviato e fuorviante e cioè quello che lo Stato non esiste, per cui farne a meno e rivolgersi altrove è una cosa normale. Tutto ciò è solo lo spunto, in realtà la narrazione è comica, ironica satirica e, a tratti sarcastica. Vengono presi in giro proprio i luoghi comuni che caratterizzano il pensiero e il comportamento mafioso”.

