Catania. 07.08.2025
Si trasmette il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Catania relativo all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, nei confronti di una 50enne, residente a Catania, per il reato di violenza sessuale aggravata. Ad eseguire il provvedimento sono stati i poliziotti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale e delle Comunicazioni- Sicilia.

Nell’ambito di una attività coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una donna cinquantenne, residente a Catania, per il reato di violenza sessuale aggravata.

L’indagine, scaturita da una segnalazione della comunità a cui il minore era stato affidato dal Tribunale per i minorenni e avviata tempestivamente dal personale specializzato del Centro Operativo per la sicurezza Cibernetica di Catania, su precise direttive della Procura, ha consentito di evidenziare diversi elementi probatori utili a ricostruire i fatti di indagine.

Grazie anche all’analisi dei contenuti dei device sequestrati, contenenti numerosi messaggi vocali, foto e video di natura sessuale, risulterebbe che la donna, abusando della condizione di inferiorità psichica del proprio figlio minore di anni 15, aveva indotto l’adolescente, sin da quando questi aveva 13 anni, a compiere atti sessuali con l’invio di messaggi audio dal contenuto sessualmente esplicito nonché foto e video di autoerotismo.

Il minore, sentito successivamente dal pubblico ministero con l’assistenza di una psicologa, ha confermato con profondo senso di imbarazzo quanto emerso dagli accertamenti tecnici.

La Procura Distrettuale, sulla base degli elementi acquisiti, ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dalla Polizia Postale, con l’applicazione del braccialetto elettronico alla donna e divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo con la vittima.

Resta ferma la presunzione di innocenza dell’arrestato valevole fino a sentenza definitiva.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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