Catania. 14 settembre 2025
Si è spacciato per un appartenente alle forze dell’ordine per mettere a segno una truffa studiata nei minimi particolari,nei confronti di un anziano catanese di 74 anni. L’uomo però, non è caduto nel tranello e ha subito chiesto l’intervento della “vera” polizia di Stato, tenendo il truffatore incollato al telefono per diversi minuti.
Il copione utilizzato ha seguito uno schema già utilizzato in altri casi di truffe agli anziani: dopo aver contattato telefonicamente la potenziale vittima, il truffatore si è qualificato come un appartenente alle forze dell’ordine e ha tentato di allarmare l’anziano, propinando una storia del tutto inventata e legata al coinvolgimento di un familiare, che sarebbe rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Nel caso specifico, all’uomo è stato raccontato che il figlio aveva investito un’anziana in una strada di Catania e che la donna era stata trasportata d’urgenza in un ospedale della città in gravi condizioni e che rischiava addirittura l’amputazione di un arto.
Dall’altro capo del telefono, il settantaquattrenne si è subito reso conto del tentativo di truffa in atto, e, mentre assecondava il suo interlocutore, ha chiesto l’intervento della polizia tramite un parente che, proprio in quel momento, si trovava in casa con lui. Ricevuta la segnalazione, l’operatore della sala operativa della Questura Etnea, ha disposto l’intervento di una volante del commissariato di PS “Centrale” in modo da raggiungere tempestivamente l’abitazione dell’anziano, in una via del centro cittadino.
In pochi istanti, i poliziotti del commissariato sono giunti sul posto e hanno trovato l’uomo ancora al telefono con il truffatore che, nel frattempo, aveva cercato di estorcere informazioni sullo stato economico della vittima per prospettare una soluzione per il figlio, in modo da far cadere tutte le accuse sulle fantomatiche responsabilità legate all’incidente stradale.
Per dare una maggiore credibilità alla storia, il sedicente graduato ha passato al telefono un presunto avvocato di fiducia che ha prospettato il pagamento di una cauzione di 7.500 euro per ottenere il rilascio immediato del figlio.
La vittima ha fatto finta di assecondare la richiesta di denaro, proponendo un pagamento di 4.000 euro in contanti, con l’aggiunta di alcuni oggetti in oro, tra collane, bracciali e orologi, in modo da coprire la cifra richiesta. Pensando probabilmente di aver messo a segno il colpo, il truffatore ha accettato quanto proposto dall’anziano, invitandolo a inserire tutto in una busta che sarebbe stata ritirata da un delegato.
Nel frattempo, i poliziotti presenti in casa hanno allertato altri colleghi del commissariato, chiedendo l’intervento di personale in borghese per presidiare le strade limitrofe alla residenza della vittima, in modo da garantire una cornice di sicurezza al momento dell’arrivo del “delegato” del truffatore.
I poliziotti, in borghese, si sono appostati in vari punti, monitorando, minuto dopo minuto, tutti i movimenti e i possibili punti d’accesso alla zona. Da lì a poco è stata notata un’auto dalla quale è sceso un uomo che si è avvicinato al portone di casa del settantaquattrenne che, per tutto il tempo, è rimasto al telefono con il truffatore. A quel punto, dopo aver citofonato, il “delegato” ha raggiunto l’appartamento e ha cominciato a chiedere all’anziano, con una certa insistenza, dove avesse messo la busta con i soldi e i preziosi. A quel punto, l’uomo è stato circondato e bloccato dai poliziotti in borghese e in uniforme.
Dopo essere stato condotto in commissariato, il “delegato” è stato identificato per un catanese di 43 anni, con diversi precedenti di polizia e, dopo gli accertamenti di rito, è stato arrestato per il reato di tentata truffa aggravata, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.
Informato il PM di turno, il quarantatreenne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida. Il GIP, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per l’uomo la misura degli arresti domiciliari.
Un intervento provvidenziale quello della polizia di Catania, che, a fronte di centinaia di truffe che accadono giornalmente in tutta Italia, ha messo nelle condizioni di non subire danni materiali e psicologici, un anziano e ha bloccato un malvivente che sicuramente prima di dare fastidio ad altre persone, ci penserà 10 volte.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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