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Catania, Ue. Bianco: “Patto per l’Agenda urbana per soluzione sfide vitali”

Intervenendo ad Amsterdam, il sindaco di Catania e capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni dell’Ue ha sottolineato che “facendo un gioco di squadra potranno trovare soluzione sfide vitali per il nostro futuro, dal miglioramento della qualità dell’aria all’integrazione dei migranti, dall’edilizia abitativa e al degrado e alla povertà nelle periferie urbane”

“Con il Patto per l’agenda urbana adottato dai ministri Ue ad Amsterdam, facendo un gioco di squadra potranno trovare soluzione sfide vitali per il nostro futuro, dal miglioramento della qualità dell’aria all’integrazione dei migranti, dall’edilizia abitativa e al degrado e alla povertà nelle periferie urbane”.
Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco, capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni dell’Ue, nel corso del forum sull’agenda urbana dell’Ue organizzato dal CdR in collaborazione con le associazioni dei Comuni e delle Province dei Paesi Bassi, la città di Amsterdam e la provincia dell’Olanda settentrionale.
“I rappresentanti degli enti locali di tutt’Europa – ha detto Bianco – hanno accolto con favore questo risultato atteso per oltre un decennio, ossia il lancio dell’agenda urbana dell’Ue. Due terzi della popolazione europea abita nelle città. In questi anni l’Ue ha discusso di politica agricola, di trattati internazionali, ma non ha discusso a sufficienza della qualità della vita nelle nostre città. Adesso finalmente si parla di problemi che i cittadini sentono molto, si parla disoccupazione, di qualità della vita nelle periferie, di ambiente, di sostenibilità, di cambiamenti climatici. E i sindaci d’Europa voglio affermare davanti alla Commissione, al Parlamento, ma anche davanti ai governi nazionali che le città devono essere nelle mani dei cittadini.
L’agenda urbana dell’Ue è stata varata per coinvolgere gli enti locali e regionali nella definizione delle politiche europee e nazionali, nell’intento di migliorarne l’efficacia. Questa agenda consentirà agli enti locali e regionali di operare in sinergia con le istituzioni europee e nazionali per lo sviluppo di piani d’azione pensati in funzione delle grandi sfide delle città, compreso quello dell’integrazione dei migranti. E alla città di Catania è stato riconosciuto l’importante ruolo a livello europeo che ha portato all’apertura di una struttura di Frontex.
“Soltanto nelle ultime settimane – ha detto Bianco – non meno 2.500 migranti sono sbarcati nella mia città, con un numero impressionante di bambini non accompagnati, che hanno affrontato un terribile viaggio e ai quali abbiamo dato un tetto, un sorriso, un pasto caldo e, forse, una speranza. Il fenomeno dei migranti non può essere affrontato soltanto dalle comunità locali o dai governi nazionali, occorre che l’Europa si faccia pieno carico di questo problema. Chi amministra una comunità locale o regionale vive i problemi concreti e sa che il futuro della sua città dipende dal modo in cui sapremo integrare questi cittadini. Io riferirò, nel Comitato delle Regioni dei prossimi giorni sul tema della revisione del Trattato di Dublino per comprendere come aiutare i migranti. Non è ammissibile che si voltino le spalle ai problemi. Il futuro dell’Ue dipende anche da come riusciremo a gestire l’integrazione di questi nuovi cittadini europei che devono avere diritti e doveri. A Catania, per esempio, abbiamo creato il registro dei Catanesi per diritto di nascita. Concrete politiche d’integrazione e una buona amministrazione impediscono l’emarginazione sociale dietro cui, spesso, si nasconde la violenza”.

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