17 Giugno 2024

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Ragusa. Centenario Benedettine: Monache in festa Giubilare. 1924 – 4 Giugno – 2024

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Ragusa, 07 giugno 2024 – Emozione, gioia, rendimento di grazie (significato peraltro del termine greco eukharistía) hanno caratterizzato la giornata di mercoledì 5 giugno, in cui le Monache Benedettine dell’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento del Monastero “San Giuseppe” di Ragusa Ibla hanno festeggiato il primo centenario di questa loro devota pratica condotta con silenzio e discrezione nel territorio ibleo. Più precisamente si celebra la rinascita dell’osservanza benedettina, arricchita del carisma metildiano (o mectildiano che si voglia dire) con il culto eucaristico – spiritualità voluta nel Seicento dalla fondatrice di questo ramo dell’Ordine benedettino femminile, la francese Madre Mectilde de Bar.
L’evento è stato scandito da tre giornate di convegno (dal 3 al 5 giugno) tenuto da diversi relatori tra sacerdoti locali e di diversa provenienza geografica, abate di un’abbazia padovana e monaca di un monastero dell’omologo ordine.

Proprio il 5 giugno si è svolta la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Ragusa – S. E. Rev.ma Mons. Giuseppe La Placa – e concelebrata dal vicario del Vescovo e da molti sacerdoti, oltre che solennizzata da canti eseguiti da una delegazione del Coro Polifonico della Parrocchia San Nicolò di Bari di Acate diretto e accompagnato alla tastiera dalla maestra Aurora Muriana (autrice del presente articolo). Una celebrazione dal sapore antico eppure sempre fresco e nuovo, un tuffo nel passato attingendo al tradizionale repertorio gregoriano per scandire la maggior parte dei momenti celebrativi. Il genere gregoriano è apparso quindi alle monache e al maestro del coro il più vicino alla contemplazione attiva caratterizzante il loro “impegno” giornaliero, il più adatto ad accompagnare in modo maggiormente meditativo l’ascolto e l’assimilazione della Parola di Dio traducendo in bellezza e armonia la profondità della Sacra Scrittura. Una festa liturgica e del cuore per una storia ultrasecolare e inossidabile che ha riguardato le poche ma virtuose e graziose suorine (concedete a chi scrive il vezzeggiativo affettuoso!), piccole operatrici costantemente solerti.

Un annuncio importante affidato al Vescovo vedrà le monache ancora di più all’opera nell’anno a seguire, dato che dal 2 giugno di quest’anno (solennità del Corpus Domini) al 2 giugno del prossimo per concessione della Penitenzieria Apostolica la loro sede sarà luogo sacro giubilare in cui sarà possibile per i fedeli ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni previste. Nel monastero sarà celebrato uno speciale anno giubilare dedicato alla riparazione eucaristica.

Il primo centenario della ripresa dell’osservanza monastica con l’Adorazione perpetua merita di essere attenzionato, soprattutto dato che la quattrocentenaria presenza benedettina nella cittadina iblea ha avuto da sempre un ruolo e un coinvolgimento nello sviluppo della storia, della vita della chiesa e nelle relazioni umane e caritatevoli nel territorio.

In realtà, la storia del monastero e dell’annessa Chiesa di San Giuseppe affonda le radici alla fine del XVI secolo, quando avvenne la realizzazione del monastero e della prima chiesa. Nel lontano 1611 ebbe luogo l’ingresso delle suore in monastero e l’istituzione della clausura su regola benedettina. Svariate sono state nel corso di quattro secoli le vicissitudini della vita monastica e civile ragusana che hanno contribuito a riscrivere la storia delle persone e dei luoghi. Passando attraverso terremoto del 1693, ricostruzione della chiesa tra il 1759 e il 1790, soppressione degli Ordini religiosi nel 1866 e successiva confisca dei beni ecclesiastici, la rinascita della vita monastica nel nuovo ramo delle Benedettine dell’Adorazione perpetua del SS. Sacramento si deve all’arrivo a Ragusa Ibla della giovane Madre Maria Scolastica Rinaldi il 4 giugno 1924.

Secondo il messaggio metildiano, il niente della creatura – intesa non come svalutazione della persona umana ma come “annichilimento” e oblio di sé – dirige le consacrate verso il distacco da ogni realtà, l’umiltà e l’obbedienza. Loro «devono condurre una vita austera, penitente e molto separata dal mondo, per essere vere vittime e degne riparatrici» (Madre Mectilde de Bar). L’Adorazione eucaristica-riparatrice (intesa come riparazione a peccati, sacrilegi, empietà e mancanze di rispetto compiuti verso l’Eucaristia) si configura allora come naturale e pieno compimento della spiritualità monastica benedettina. L’Ora-Adora et Labora diventa quindi la rivisitazione della regola benedettina che scandisce la quotidianità monastica. Le figlie del Santissimo Sacramento, che costituiscono la parte prevalentemente orante del mondo (insieme ai consacrati di altri ordini e congregazioni religiosi), diventano allora tutt’uno con Gesù Eucaristia, tradotto nel dono di sé reso ancor più evidente dalla vocazione claustrale, seppur in chiave un tantino più “alleggerita” nel caso di attività che le vedono impegnate in prima linea.

Sotto l’ala protettrice della Madonna, Abbadessa dell’istituto, ovvero la Madre Priora principale – come sottolineato dal Vescovo Giuseppe – ci si augura per loro, per gli altri ordini religiosi, per le congregazioni religiose e per il clero il fiorire di numerose vocazioni. Nello specifico, il Monastero San Giuseppe possa essere animato dalla presenza di numerosi soggóli e abiti monacali! «Se Dio lo vuole, Dio opererà.». (Madre Scolastica)

Recandoci nella parte storica del nostro capoluogo di provincia, non ammiriamone solo i monumenti esteriori – indiscusso esempio di arte e di bellezza – ma anche il monumento più prezioso che anima quei luoghi in modo tanto silenzioso quanto efficacemente sublime, come simbolo di dono di se stesse e di riparazione per la salvezza del mondo e per la gloria di Dio.

P.S. Ringraziando sinceramente la Madre Priora del Monastero San Giuseppe per la piena fiducia, chi scrive rivolge un affettuoso abbraccio a lei e a tutte le sue consorelle, chiedendo copiose benedizioni per loro che stanno in costante adorazione contemplativa e orante.

Benedettine – Ragusa (benedettine-rg.it)

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