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Cinema, cinema, cinema… 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Venezia, 6 sett 2014 – Italreport – Oggi si conclude la 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Dieci giorni di cinema internazionale, tra sorprese, conferme e delusioni. La cerimonia di chiusura ha avuto avuto come protagonista, la madrina del Festival, Luisa Ranieri, che nel suo discorso ha proposto un patto a tutti coloro che hanno partecipato: quello di diffondere ciò che hanno visto a tutto il mondo. Nella sezione “Venezia Classici” hanno trionfato: “Animata Resistenza” e “Una giornata particolare”, rispettivamente nelle categorie “miglior documentario” e “migliore opera restaurata”; a seguire il premio per la migliore opera prima, assegnato da una giuria la cui presidenza è stata affidata ad Alice Rohrwacher. Il premio è stato assegnato a “Court” di Chaitanya Tamhane. Lo stesso film si è aggiudicato il premio per il “miglior film” nella sezione “Orizzonti”. Quest’ultima ha avuto anche un vincitore per il “miglior cortometraggio”, ovvero “Maryam” di Sidi Saleh. Il premio par la migliore interpretazione maschile è andato a  Emir Hadžihafizbegović per “These are the Rules”. Primo film italiano premiato è “Belluscone, una storia siciliana” di Franco Maresco. Il film racconta del rapporto unico fra Berlusconi e la Sicilia.

Sale nel palco la giuria capitanata da Alexandre Desplat, per annunciare i vincitori tra i film in concorso di “Venezia 71”. Il compositore ringrazia Baratta (Presidente della Mostra) e Barbera (Direttore Artistico) e spiega che i vincitori sono stati scelti tenendo conto della portata politica dei film, e anche in base al livello umanistico. Erano tre i film italiani in concorso, si tratta: de “Il giovane favoloso”, film sulla storia del nostro poeta Giacomo Leopardi, diretto da Mario Martone ed interpretato da un grande Elio Germano. “Anime Nere” di Francesco Munzi, ambientato in gran parte nell’Aspromonte, che parla della vita di tre fratelli figli di un pastore e della malavita del luogo. “Hungry Hearts”, diretto da Saverio Costanzo, il film più “urgente” dei tre, racconta della nascita, improvvisa, di un amore e, dell’arrivo imprevisto di un figlio, nonchè del rapporto “unico e asfissiante” che la madre imposta con il neonato. Entrambi i protagonisti di questo film, Alba Rohrwacher e Adam Driver, trionfano nelle categorie “Coppa Volpi al miglior attore” e “Coppa Volpi alla migliore attrice”. A consegnare il premio è stato il regista e attore Carlo Verdone. “Il premio della Giuria” è stato assegnato a “Sivas” di Kaan Müjdeci. “Il premio Osella” alla migliore sceneggiatura assegnato all’unica donna in concorso:  Rakhshan Banietemad per “Ghesseha”. A seguire il “Premio Marcello Mastroianni”, che premia il miglior giovane, e che è andato a Romain Paul per la sua partecipazione a “Le dernier coup de marteau”. “The look of silence”, attesissimo sequel del film-documentario “The act of killing”, si è aggiudicato il “gran premio della giuria” consegnato da Tim Roth. Nel video di ringraziamento, per via della sua assenza, il regista Joshua Oppenhaimer invita l’Occidente ad assumere un atteggiamento più sensibile e si dice felice della reazione del pubblico. Proprio Tim Roth ha chiarito che il film è uno “spettacolare capolavoro”! Il “Leone d’argento” per la miglior regia è stato vinto dal regista russo Andrei Konchalovsky, per la realizzazione del film “The postman’s white nights”. Infine, consegnato dal presidente Paolo Baratta, il “Leone d’oro” al miglior film della mostra che è andato a “A pigeon sat on a branch reflecting on existence” del regista Roy Andersson. Nel suo discorso ha ringraziato la giuria ed ha svelato come sia stato d’ispirazione per lui il cinema italiano ed in particolar modo il film “Ladri di biciclette” del meraviglioso e indimenticabile Vittorio De Sica. Il film premiato racconta del viaggio di un venditore e un ritardato mentale attraverso una cornice composta da tantissime sequenze, andando a osservare una società caratterizzata dalla vanità e dalla supremazia.

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