“Penso sia facile parlare di mancanza di assistenza se ci si limita a descrivere ciò che è sotto gli occhi. Più corretto sarebbe informarsi su cosa realmente il comune, in particolare l’ufficio dei servizi sociali, ha messo in campo. La donna in questione, è stata immediatamente avvicinata dagli operatori sociali del comune sotto richiesta del sindaco, Maria Rita Schembari, e mia – spiega l’assessore Salvatore Romano – per ricevere un PIS, pronto intervento sociale che consiste nel dare un alloggio presso strutture di accoglienza che garantiscono tre pasti al giorno e l’alloggio notturno”.
“Poi, durante la giornata – aggiunge l’assessore – queste persone sono libere di uscire perchè non sono pericolose, nè disturbano la quiete pubblica e la sicurezza. Questa signora Nigeriana infatti, non ha mostrato alcun atteggiamento molesto, ostile o pericoloso. Le assistenti sociali del comune, sono intervenute anche con un interprete poichè la donna parla solo l’inglese, le hanno spiegato cosa è il PIS ma ha rifiutato qualunque tipo di aiuto.”
“Del resto – sottolinea ancora Romano – non essendo una clandestina ma avendo altresì tutti i permessi di soggiorno in regola, e non essendo un pericolo per l’incolumità sua e dei cittadini, non la si può costringere ad accettare un qualunque tipo di ricovero, anche perchè non esiste una legge impositiva o coercitiva in questi frangenti”.
“Noi interveniamo quasi quotidianamente per dare assistenza a chi ne ha bisogno – conclude l’assessore – con i mezzi, gli strumenti e le leggi che abbiamo a disposizione. E resto a disposizione di chi vuole approfondire tutto ciò che facciamo e di cosa ci occupiamo a cominciare dalle richieste di TSO, per finire ai ricoveri in strutture adeguate e a tanto altro che non balza agli onori delle cronache perchè evidentemente non fa notizia”.
