Comiso. 01.09.2026
L’articolo del collega Giuseppe Bascietto ricostruisce, sulla base di una fonte confidenziale, un presunto incontro tra soggetti riconducibili ai Matriali, a “u Puorcu” (questi sono i nomignoli con cui vengono indicati alcuni soggetti) e a un esponente dei Laudani di Catania, indicato come vicino al clan Cappello-Bonaccorsi. Un elemento che, secondo la ricostruzione proposta, assume particolare rilievo perché porta nel territorio ibleo nomi e ambienti riconducibili a gruppi criminali di primo piano della Sicilia orientale.
Il quadro delineato dal giornalista non descrive l’esistenza di un’unica organizzazione criminale, ma piuttosto la possibile formazione di rapporti, alleanze operative e interessi convergenti tra gruppi differenti. In questa prospettiva, località come Casuzze,(in quella spiaggia sono stati recuperati 700.000 euro in banconote di vario taglio) Scoglitti, Santa Croce Camerina, Comiso e Vittoria emergono non più soltanto come luoghi di passaggio, ma come potenziali snodi territoriali di una rete più ampia legata al traffico di cocaina e alla sua distribuzione.
A rafforzare questa lettura vengono richiamati anche gli elementi emersi nell’operazione Abisso della Guardia di Finanza, i collegamenti con Catania e Malta e la presenza di una componente albanese di rilievo.
Il dato più significativo della ricostruzione è quindi la progressiva trasformazione di questa fascia del Ragusano in una zona strategica per gli equilibri della criminalità organizzata. La presenza, nel racconto di Bascietto, di riferimenti a esponenti o ambienti riconducibili a importanti clan della Sicilia orientale suggerisce l’esistenza di possibili collegamenti che superano i confini provinciali.
Comiso, Vittoria, Santa Croce Camerina, Scoglitti e Casuzze vengono così rappresentati come tasselli di una geografia criminale più articolata, nella quale gruppi diversi potrebbero mantenere la propria autonomia ma collaborare quando convergono interessi, rotte, rifornimenti e distribuzione.
La tesi di fondo dell’articolo è dunque che la forza della rete non risiederebbe necessariamente nella nascita di un nuovo unico clan, bensì nella capacità di mettere in relazione organizzazioni e soggetti differenti. Ed è proprio questa possibile interconnessione, più che la semplice presenza di singoli gruppi criminali, a rendere strategici i territori indicati.
In questa chiave, Comiso appare come uno dei possibili punti di osservazione privilegiati per comprendere come la criminalità della Sicilia orientale possa proiettare interessi e collegamenti verso il Ragusano, trasformando alcuni centri della provincia in snodi di una filiera più vasta. Certamente gli investigatori impegnati h 24 in indagini tendenti a fare luce su questi misteri, saranno quelli che daranno una risposta definitiva ai quesiti che si pongono i lettori.