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Crocetta: Partecipate, Sicilia cambia passo, ma c’è un passato che ha prodotto danni incredibili

Conclusa prima fase della task force di indagine. Relazioni inviate a Corte Conti e Procura.

Palermo, 4 sett 2014 – Ha concluso il lavoro di ispezione la task force creata dal presidente della Regione siciliana sulle aziende partecipate della Regione. “I dati – dice il presidente – presentano comportamenti di amministratori del passato che, in presenza del divieto di assunzione vigente sin dal 2009, hanno assunto globalmente diverse centinaia tra dipendenti e progressioni verticali.
Diverse partecipate in parte, inoltre, non hanno provveduto a equiparare i contratti dei loro dipendenti a quelli dei regionali, mantenendo sacche di privilegio. Per Riscossione Sicilia e Irfis, non sussiste l’obbligo di equiparazione avendo contratti specifici di settore. “Tale modo di gestione – continua Crocetta – è una delle cause principali dell’indebitamento e di crisi delle partecipazioni della Regione e intendiamo avviare immediatamente i provvedimenti in autotutela, invitando il Servizio partecipate a contestare le violazioni riscontrate e quantificare il danno, avviando azioni risarcitorie nei confronti di chi ha compiuto atti illegittimi. Il dossier verrá presentato in conferenza stampa nei prossimi giorni, insieme ai componenti della task force e verrà inviato già  oggi per conoscenza alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Palermo, per consentire agli organi di giustizia una valutazione corretta per le valutazioni di competenza. Chi ha sbagliato paghi, non ci si può illudere che la Regione possa permettere che tali comportamenti si possano ulteriormente protrarre. La relazione deve determinare un immediato cambio di passo nella conduzione delle partecipate, ma anche del modo di attuazione dei programmi loro assegnati. Allo stesso tempo dovrà anche essere uno strumento di valutazione dei dirigenti di tali enti.
Occorre verificare anche su tali partecipate, l’acquisizione della documentazioni sulla regolarità delle assunzioni o della permanenza di dipendenti che si siano macchiati di reati per i quali è prevista la possibilità di assunzione in aziende controllate o partecipate della Regione.
E’ necessario verificare gli affitti e le consulenze. Queste ultime sono un numero esorbitante e a volte con compensi sicuramente eccessivi. Tali fenomeni sono stati bloccati dall’attuale governo, però va verificata la congruità, la necessità di tali incarichi e gli eventuali danni prodotti”. Il presidente ha intenzione di estendere la verifica, oltre che al personale assunto, anche in presenza di eventuali incompatibilità a ricoprire incarichi nella Pubblica amministrazione, alle modalità di affidamento di beni e servizi per vedere quante volte si sia ricorsi ad aste pubbliche, affidamenti negoziati, affidamenti diretti e se tali appalti erano conformi alle normative vigenti in materia. Il presidente per questo annuncia un provvedimento specifico di estensione dei compiti della task force, per effettuare questi accertamenti. Il presidente, nel prendere atto con soddisfazione che dall’insediamento di questo governo sono cambiate tantissime cose, con un notevole risparmio, per via del blocco delle assunzioni, delle consulenze nei limiti previsti dalla legge, perchè sono state bloccate le progressioni di carriera e ridotti in parte i contratti di locazione del 15%, si pone l’obbiettivo di un miglioramento ulteriore della gestione per trasformare tali partecipate in enti produttivi. Il presidente Crocetta ha ringraziato il gruppo di lavoro per la collaborazione che “sono sicuro  – ha aggiunto Crocetta – sarà proficua anche nei prossimi giorni”. Il presidente intende verificare anche se il sistema di controllo della Regione del Servizio partecipate abbia prodotto atti concreti di vigilanza secondo quanto prevede la legge. “Le partecipate – conclude il presidente – non saranno più corpi separati dove era possibile qualsiasi illecito”.

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