Cinquemila spettatori in bicicletta, un’atmosfera magica ai piedi delle Alpi Giulie, biglietti bruciati in pochissimo tempo: il concerto di Jovanotti al No Borders Music Festival del 26 luglio avrebbe potuto essere ricordato come un grande evento musicale. E invece resterà impresso per ben altro: le vili, inaccettabili dichiarazioni del cantautore sul massacro in corso a Gaza.
“Per chi faccio il tifo? Per entrambe le parti, non è una questione di tifoseria”, ha detto Lorenzo Cherubini davanti alla folla. Non contento ha proseguito: “Non ho niente di intelligente da dire su quello che sta succedendo. E siccome non ho niente di intelligente da dire, non dico niente.”
Parole inaccettabili, disarmanti, pronunciate dal classico comunista col rolex, mentre sotto i bombardamenti israeliani si consuma da mesi un massacro di civili, in cui è impossibile parlare di “tifoseria”, poiché da una parte vi è un popolo bombardato, con bambini morti di fame o fucilati, mentre dall’altro vi è uno Stato potentissimo e alleato con i principali Stati Europei.
Secondo fonti delle Nazioni Unite e del Ministero della Sanità di Gaza, a oggi sono stati uccisi oltre 38.000 palestinesi, tra cui più di 15.000 bambini. Ospedali distrutti, quartieri rasi al suolo, civili sfollati ripetutamente senza alcun luogo sicuro dove rifugiarsi.
Quello in corso non è un “conflitto”, è un’operazione sistematica di annientamento di un popolo. Organizzazioni come Human Rights Watch, Amnesty International e vari esperti di diritto internazionale parlano apertamente di crimini di guerra, se non di genocidio.
Le parole dell’ex rapper hanno provocato profonda indignazione anche tra i suoi fedelissimi seguaci. Il giornalisti Pablo Trincia ha affermato: “Sono decenni che ascolto e apprezzo le tue canzoni e quasi due anni che aspetto proprio dagli artisti come te una sola parola su quello che accade a Gaza. Ora capisco che quel ‘Il mio nome è Mai Più’ che cantavi oltre un quarto di secolo fa era solo una frase priva di significato.”
Anche la giornalista Selvaggia Lucarelli ha duramente criticato la posizione di Jovanotti, parlando di un’occasione mancata per usare la propria piattaforma non per fare “la morale da villaggio vacanze”, ma per dare voce a chi viene cancellato ogni giorno dai notiziari e dalle coscienze.
Jovanotti ha perso un’occasione. Non per schierarsi “contro” qualcuno, ma per schierarsi dalla parte giusta, la parte dell’umanità, la parte degli oppressi. E se già non apprezzavo l’artista Jovanotti e le sue canzonette scritte per palati poco esigenti dal punto di vista musicale, adesso non apprezzo più neanche l’uomo Lorenzo Cherubini e mi auguro che abbia il buon senso di rettificare le sue deplorevoli affermazioni.
