Inizia a destare preoccupazione fra l’opinione pubblica una nuova tipologia di truffa.

La truffa del “falso nipote” raccontata, nella giornata di ieri, dal collega e direttore responsabile di questa testata giornalistica, Giovanni Di Gennaro, non è purtroppo un caso isolato nella provincia iblea.

Altri anziani sono state vittime di questi soggetti ben organizzati e capaci di mettere su una truffa architettata a regola d’arte.

L’aggancio avviene tramite una telefonata su rete fissa.

Pressione psicologica, isolamento della vittima prescelta e rapidità d’azione sono gli elementi che contraddistinguono il tentativo di truffa che fin oggi è sempre andato a segno.

L’insistenza nel sottolineare il rischio di problemi con la giustizia per i propri familiari gioca il ruolo fondamentale. Nella vittima suscita uno stato di ansia e al contempo di protezione per i proprio familiari che non lascia scampo alla lucidità mentale. In quel momento la vittima è come “congelata” all’interno della narrazione del truffatore, l’unico pensiero è come salvare il proprio familiare. Non riesce a vedere oltre.

A questo si aggiunge l’isolamento. Durante tutta l’azione il truffatore riesce a persuadere la vittima a non riagganciare mai la cornetta. In questo modo si assicura il suo coinvolgimento totale nelle fasi cruciali. Non solo, all’avvenuta consegna il truffatore raccomanda alla vittima di continuare a lasciare la cornetta del telefono sganciata. In questo modo guadagna ancora tempo per darsi alla fuga.

La rapidità d’azione è un altro fattore da non sottovalutare. Una volta assicuratasi l’aggancio della vittima, attraverso le pressioni telefoniche e, assicuratosi che la vittima abbia già preparato il denaro e i gioielli, si presenta sull’uscio di casa, si introduce nell’abitazione e si fa consegnare il tutto in pochissimi minuti per poi darsi alla fuga e scomparire nel nulla.

Ad essere presi di mira non sono solo anziani che vivono soli, se nell’abitazione sono presenti più soggetti riescono ad isolare in ogni caso l’anello che ritengono più debole, facendo allontanare con un escamotage l’altro inquilino. Anche in questo caso si assicurano che la seconda vittima stia lontano dall’abitazione il tempo necessario. In che modo? Facendosi fornire il numero di cellulare. Chiameranno il numero con assidua frequenza. Anche in questo caso la pressione gioca un fattore cruciale.

Ma se l’aggancio avviene telefonicamente è anche vero che prima di agire i truffatori tengono d’occhio le vittime prima di agire, assicurandosi la fattibilità dell’azione senza intoppi. Non sono azioni improvvise ma mirate e studiate nei particolari.

Cosa si può fare allora? Abbiamo una sola arma preventiva, informare il più possibile e in maniera capillare i nostri cari.

E non pensiamo: “Tanto a me non può capitare!”. Siamo tutti potenziali vittime di un sistema criminale che nella manipolazione psicologica trova, purtroppo, terreno fertile.

E se veniamo truffati? Denunciate subito, non abbiate timore. Perché il rischio più grande, all’avvenuta presa coscienza dell’essere stati raggirati è quello di sprofondare in uno stato di agitazione, vergogna e sconforto.

E soprattutto gli anziani rischiano di lasciarsi andare. Ma la verità è che non c’è età, studi o quozienti intellettivi elevati che tengano in queste cose.

Per tutti questi motivi, non ci  stancheremo mai di ricordare, attraverso le pagine di questo quotidiano online, che le forze dell’ordine, tutte, le banche, le assicurazioni, non chiederanno mai a nessuno, soldi o gioielli. Questo lo fanno solo ed esclusivamente i volgari delinquenti di cui, purtroppo, siamo circondati.

Di Francesca Bocchieri

Francesca Bocchieri, giornalista pubblicista, laureata in Sociologia con indirizzo Comunicazione e Mass Media, nel 2013 consegue il Master di primo livello in Digital Journalism. Sempre nel 2013 effettua uno stage presso l’area visual desk della testata on line “Repubblica.it”. Inizia la carriera giornalistica nel 2004 collaborando con l’emittente televisiva locale “Telecomiso” e con il quindicinale “I Vittoriesi”. Nel 2007 l’iscrizione all’ albo dei giornalisti elenco pubblicisti. In qualità di esperto in comunicazione ha ottenuto incarichi presso la Provincia Regionale di Ragusa (oggi denominata Libero Consorzio Comunale) e, nell’ ambito dei progetti PON, presso istituti scolastici della provincia iblea.

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