Erchie. 25.01.2026
Un messaggio chiaro, diretto e soprattutto vicino alle persone è stato lanciato oggi nella chiesa di Santa Lucia di Erchie, al termine della funzione religiosa. Il capitano della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, Alessandro Genovese, insieme al comandante della locale Stazione dei Carabinieri, ha voluto incontrare i fedeli per metterli in guardia dai sempre più diffusi tentativi di truffa ai danni degli anziani.
Nel suo intervento, il capitano Genovese ha spiegato con parole semplici ma incisive le modalità più comuni utilizzate da ignobili farabutti che, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, funzionari del Tribunale o addirittura operatori sanitari, contattano telefonicamente le vittime. Il copione è quasi sempre lo stesso: racconti allarmanti e completamente falsi di presunti incidenti, arresti o gravi problemi giudiziari che coinvolgerebbero figli, nipoti o altri familiari, con la richiesta urgente di denaro o preziosi per “risolvere” la situazione.
Fondamentale il richiamo a una regola d’oro: le vere forze dell’ordine, le banche, gli uffici postali e gli enti pubblici non chiedono mai denaro o gioielli né per telefono né inviando persone a domicilio. Un principio semplice, ma che può fare la differenza tra cadere in una trappola e salvarsi da una truffa che, oltre al danno economico, lascia spesso profonde ferite emotive.
L’iniziativa, svolta all’interno di una chiesa, assume una valenza sociale particolarmente forte. Il luogo di culto rappresenta infatti uno spazio di fiducia, ascolto e comunità, soprattutto per le persone anziane, che sono purtroppo le vittime più frequenti di questi reati. In un momento storico in cui quotidianamente si registrano episodi di truffe ai danni dei più fragili, la presenza dei Carabinieri tra la gente, in un contesto familiare e rassicurante, diventa un segnale concreto di vicinanza dello Stato.
Informare, prevenire e creare consapevolezza resta l’arma più efficace contro chi specula sulla paura e sull’affetto familiare. Incontri come quello di Erchie dimostrano che la sicurezza passa anche dall’ascolto e dalla condivisione, rafforzando il legame tra istituzioni e cittadini e ricordando a tutti che, di fronte al dubbio, chiedere aiuto non è mai un errore.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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