ID dog – Non tutti gli incontri tra cani avvengono allo stesso modo. A volte uno si avvicina con entusiasmo, mentre l’altro si irrigidisce, evita lo sguardo, si allontana oppure segnala chiaramente di non essere interessato.
In queste situazioni, spesso il proprietario interviene dicendo: “Deve socializzare di più” oppure “Deve imparare a stare con gli altri”.
Ma siamo davvero sicuri che il problema sia del cane?
L’idea che un cane debba andare d’accordo con tutti è molto diffusa. Nell’immaginario comune, un cane “equilibrato” è quello che gioca con chiunque, che accetta ogni interazione senza difficoltà e che è sempre pronto alla relazione. In realtà, questa è più una nostra aspettativa che un reale bisogno del cane.
Negli ultimi anni, gli studi sulla cognizione e sul comportamento sociale dei cani hanno evidenziato un aspetto fondamentale: i cani non sono tutti uguali. Esistono differenze individuali stabili, legate al carattere, alle esperienze e al modo in cui ciascun cane sceglie con chi interagire. Le ricerche più recenti mostrano chiaramente quanto ogni individuo possa reagire in modo diverso alle stesse situazioni sociali e agli stessi stimoli.
In altre parole: la selettività non è un difetto, ma una caratteristica.
Se ci pensiamo bene, anche noi esseri umani funzioniamo esattamente così. Non parliamo con tutti, non usciamo con chiunque e non ci sentiamo a nostro agio con ogni persona che incontriamo. Alcune persone ci piacciono subito, altre ci mettono a disagio, altre ancora preferiamo semplicemente evitarle. E nessuno considera questo un problema! Con il cane, invece, facciamo molta più fatica ad accettarlo.
Quando il cane si allontana, avita l’incontro o comunica che non vuole avvicinarsi a un altro cane, spesso interpretiamo quel comportamento come un limite: poca socializzazione, paura, insicurezza. In realtà potrebbe essere esattamente il contrario. Un cane che prende distanza, che osserva prima di avvicinarsi o che sceglie con attenzione le relazioni sta mostrando competenza sociale, non mancanza di essa!
Gli studi più recenti sulla personalità del cane parlano proprio di differenze individuali molto simili a quelle umane: alcuni cani cercano continuamente il contatto, altri lo fanno solo con pochi individui e altri ancora preferiscono interazioni brevi e selettive. Questo significa che la socializzazione non è “andare d’accordo con tutti”, ma imparare a stare bene nelle relazioni giuste.
La domanda quindi cambia completamente. Non è più: “Perché il mio cane non va d’accordo con tutti?” . Ma piuttosto: “Con chi il mio cane sta davvero bene?”
Il nostro ruolo non dovrebbe essere quello di costringerlo a interagire con chiunque, ma di aiutarlo a fare esperienze positive, leggibili e sostenibili. Incontri con cani compatibili per energia, comunicazione, età e contesto. Incontri in cui il cane non deve difendersi per essere ascoltato, perché il vero problema può nascere quando la sua comunicazione viene ignorata. Se continuiamo ad avvicinarlo ad altri cani quando sta dicendo chiaramente “non mi sento a mio agio”, l’unica cosa che può fare é aumentare l’intensità del segnale. E cosi quello che poteva essere solo un disagio diventa reattività.
Accettare che il cane possa scegliere non significa rinunciare alla socialità. Significa darle qualità.
Significa capire che non tutti gli incontri sono necessari. Che stare bene vale più che “fare esperienza a tutti i costi”. Che la sicurezza emotiva viene prima della quantità di interazioni.
…E forse é anche un modo per guardare meglio noi stessi! Perché quando pretendiamo che il cane sia sempre socievole, sempre disponibile, sempre aperto a tutti… gli stiamo chiedendo qualcosa che noi per prima NON facciamo!
La socialità con tutti non è un obbligo. É una scelta. E solo quando é una scelta diventa davvero qualcosa di positivo!
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