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ISEE. Cgil: “Non far pagare cittadini per rilascio dati”

Lamonica: “governo sani rapidamente questa vessazione”

Roma, 20 febbraio 2015 – “Il governo sa che in questi giorni, nonostante affermi di aver stipulato un accordo con l’Abi che va in direzione contraria, le banche stanno facendo pagare ai cittadini il rilascio di dati necessari alla compilazione dell’ISEE?”. Con questa domanda indirizzata all’esecutivo Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, denuncia quanto sta accadendo a coloro che stanno compilando il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
“La procedura – spiega Lamonica – prevede infatti la comunicazione della giacenza media dei conti correnti, dato già in possesso di ogni istituto di credito in quanto viene utilizzato per calcolare gli interessi da pagare ai titolari del conto. La maggior parte delle banche, però, o non fornisce il dato ai cittadini – continua – o per farlo richiede il pagamento del servizio”. Un comportamento “vergognoso” per la dirigente sindacale, “tanto più nei confronti di persone in difficoltà, che presentano la richiesta per avere servizi agevolati o interventi di sostegno al reddito”.
“L’ISEE deve essere strumento di equità e di facilitazione per i cittadini, non una punizione e un ulteriore balzello”, sostiene Lamonica. Che conclude con un appello al governo: “l’esecutivo provveda rapidamente a sanare questa ulteriore vessazione, non è più sostenibile che ogni disservizio o inefficienza della pubblica amministrazione si riversi sul cittadino in termini di disagio e di costi”.

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