01 settembre 2026
Dalle scommesse alle intimidazioni, il confine è stato superato. Matteo Berrettini ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte rivolte alla sua famiglia da parte di alcuni scommettitori, dopo episodi avvenuti al Roland Garros.
A ricevere i messaggi sarebbe stato il fratello Jacopo. Insulti e pressioni legati ai risultati delle partite sarebbero arrivati fino alla minaccia: «Uccideremo la tua famiglia». Il caso è stato segnalato all’ATP, che dispone dei numeri e dei dettagli utili a individuare i responsabili.
La denuncia di Berrettini riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più inquietante. Quando la scommessa trasforma l’atleta in uno strumento per vincere denaro, la rabbia può degenerare in intimidazione e violenza.
È qui che la criminalità si insinua nello sport: non più soltanto alterando o tentando di condizionare i risultati, ma arrivando a minacciare direttamente chi scende in campo e i suoi familiari.
Berrettini ha chiesto maggiore protezione, soprattutto per i giocatori più giovani. Una richiesta che impone al mondo dello sport di non sottovalutare più il fenomeno, dietro una scommessa persa c’è una partita, ma dietro una minaccia c’è un reato.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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