01 settembre 2026
Dalle scommesse alle intimidazioni, il confine è stato superato. Matteo Berrettini ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte rivolte alla sua famiglia da parte di alcuni scommettitori, dopo episodi avvenuti al Roland Garros.
A ricevere i messaggi sarebbe stato il fratello Jacopo. Insulti e pressioni legati ai risultati delle partite sarebbero arrivati fino alla minaccia: «Uccideremo la tua famiglia». Il caso è stato segnalato all’ATP, che dispone dei numeri e dei dettagli utili a individuare i responsabili.
La denuncia di Berrettini riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più inquietante. Quando la scommessa trasforma l’atleta in uno strumento per vincere denaro, la rabbia può degenerare in intimidazione e violenza.
È qui che la criminalità si insinua nello sport: non più soltanto alterando o tentando di condizionare i risultati, ma arrivando a minacciare direttamente chi scende in campo e i suoi familiari.
Berrettini ha chiesto maggiore protezione, soprattutto per i giocatori più giovani. Una richiesta che impone al mondo dello sport di non sottovalutare più il fenomeno, dietro una scommessa persa c’è una partita, ma dietro una minaccia c’è un reato.
