Aurora Muriana, Roma e Vaticano (Rm), 3 dicembre 2025 – «Un’esperienza storica e particolare, quasi impossibile credere si stesse compiendo! Varcare il Colonnato e ritrovarsi in Piazza San Pietro con il proprio coro insieme a moltissimi altri gruppi corali, con i quali condividere raccoglimento e preghiera ed accogliere le esortazioni rivolte a tutti noi da Papa Leone XIV. Essere lì ha significato vivere un momento di confronto con il Santo Padre. Ricevere la sua benedizione e assistere di presenza alla celebrazione da lui presieduta e ad altri momenti di preghiera da lui guidati, ci ha regalato intense emozioni da custodire nel cuore. Prima dell’inizio dell’Udienza Giubilare, sentire pronunciare dal cerimoniere il nome del nostro coro è stata una gioia inverosimile. È stato quasi incredibile poter seguire cantando, in presenza e non da casa nostra, la Cappella Musicale Pontificia Sistina, per noi che conosciamo ed eseguiamo molti canti da essa utilizzati e dei quali, per l’occasione, abbiamo imparato solo alcune antifone per poter partecipare appieno alla Santa Messa».
Si possono così sintetizzare i sentimenti dei coristi e della maestra del Coro Polifonico AuraD’InCanto di Acate (da sempre riferimento della Parrocchia San Nicolò di Bari), gruppo che sabato 22 e domenica 23 novembre 2025 ha preso parte al Giubileo dei Cori e delle Corali in Vaticano e a Roma.
Un cammino fisico e spirituale ha condotto i pellegrini – sia la delegazione dei coristi presenti che le loro famiglie – a vivere le tappe giubilari in programma, in un turbinio di emozioni e di frenetici spostamenti, tutti capaci di rendere metaforicamente l’essere “pellegrini di speranza” (esattamente come il titolo dell’inno del Giubileo e il motto dell’Anno Santo).
Esperienza ancora più esaltante e gratificante quella che, attraverso la selezione operata dal Dicastero per l’Evangelizzazione – Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ha permesso al coro acatese, unico rappresentante della Diocesi e della provincia di Ragusa, di essere tra i cori del mondo che hanno vivificato la fede romana in 90 Chiese della Capitale, avendo la possibilità di animare la celebrazione eucaristica vespertina e di tenere un concerto sabato 22 novembre. La Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria ai Parioli, sede della Curia Generalizia dei Missionari Clarettiani – istituto religioso maschile di diritto pontificio – ha ospitato il coro AuraD’InCanto, garantendo calorosa accoglienza e palesando vivissimi apprezzamenti per lo stile esecutivo dei canti sia della messa che del concerto e pure per l’accompagnamento organistico (realizzato attraverso un organo a 49 registri, collegato alle canne poste in tre nicchie nell’abside). Molto apprezzati e considerati veramente suggestivi la tematica e il repertorio adottati per il concerto, attraverso il quale la devozione siciliana (espressa tramite le note degli inni sacri popolari) e l’elevazione spirituale (sospinta dai brani di musica sacra di J. S. Bach, W. A. Mozart e L. V. Beethoven) hanno creato un peculiare itinerario di fede. Il coro è stato diretto e accompagnato all’organo dalla maestra Aurora Muriana. Al fine di entrare al meglio nel tessuto devozionale del luogo romano ospitante, il coro ha eseguito l’inno locale (dedicato al Cuore Immacolato della Vergine), il cui arrangiamento organistico e la cui elaborazione polifonica sono stati affidati alla maestra Muriana.
Un’occasione davvero suggestiva poter celebrare in un contesto simile la festa di Santa Cecilia, patrona della musica e del canto, colei alla cui protezione Papa Prevost avrebbe affidato ogni corista al termine dell’omelia della messa celebrata l’indomani, non mancando di menzionare la santa nel giorno in cui se ne fa memoria liturgica.
Sulla scia dell’insegnamento del Vangelo ascoltato durante l’udienza, arriva l’invito del Pontefice ad accogliere il segno di fiducia e di amicizia di Gesù, ricordando Dorothy Day, una piccola grande donna americana vissuta nel secolo scorso. «Sperare è prendere posizione, come Gesù, con Gesù.». La celebrazione del Giubileo è stata condivisa con i partecipanti al Giubileo della Famiglia carismatica Orionina. Per tutti i gruppi presenti, immancabile il sorridente e benedicente saluto del Sommo Pontefice al suo ravvicinatissimo passaggio in Papamobile (replicato domenica al termine dell’Angelus), mentre direttamente dalla piazza si aveva l’opportunità di partecipare ai cori che inneggiavano al Papa, scandendo il suo nome. Circostanze di particolare giubilo e condivisione sono state vissute dal coro acatese unitamente a un coro spagnolo in quanto vicini di posto all’udienza, in una sorta di breve gemellaggio spirituale e culturale.
Momento toccante collettivo e nell’intimo per coristi e famiglie del coro polifonico acatese è stato il varco della Porta Santa della Basilica di San Pietro subito dopo l’udienza, avvenuto mediante la preghiera comunitaria e il raccoglimento personale, non mancando di visitare l’imponente Basilica.
Culmine del Giubileo, la messa e l’Angelus nell’immensa piazza che ospita la Basilica di San Pietro e l’Obelisco Vaticano, al momento sede degli iniziali lavori di allestimento del Presepe natalizio. Oltre 50.000 pellegrini presenti, di cui 35.000 costituiti da coristi e musicisti provenienti da 117 Paesi del mondo, tutti pervenuti lì principalmente in occasione del Giubileo dedicato ai cori e alle corali ma anche per celebrare la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, sovrano d’amore che, dal trono della Croce, rivela al mondo l’immensa misericordia del cuore di Dio. «Quest’amore è anche l’ispirazione e il motivo del vostro canto»: si rivolge così il Sommo Papa ai cori presenti.
Il Santo Padre ha aperto la sua omelia richiamando il Salmo responsoriale della liturgia del giorno: «Andremo con gioia alla casa del Signore» (cfr. Sal 121). Esso esorta chi serve la liturgia attraverso la musica e il canto «a camminare insieme nella lode e nella gioia incontro al Signore Gesù», ringraziandolo «per […] il dono e la grazia di servirlo offrendo le vostre voci e i vostri talenti per la sua gloria e per l’edificazione spirituale dei fratelli. […] Oggi esprimete appieno il vostro “iubilum”, la vostra esultanza, che nasce dal cuore inondato dalla gioia della grazia.».
Importante il richiamo di Leone XIV alla formazione, alla disciplina e a una vita spirituale sempre all’altezza del servizio svolto, che si configura come «un vero ministero che esige preparazione, fedeltà, reciproca intesa e, soprattutto, una vita spirituale profonda», citando pure più volte Sant’Agostino (alla cui scuola Prevost si è formato) e Sant’Ignazio di Antiochia.
«Cantare ci ricorda che siamo Chiesa in cammino, autentica realtà sinodale, capace di condividere con tutti la vocazione alla lode e alla gioia, in un pellegrinaggio d’amore e di speranza.».
«Siate segno eloquente della preghiera della Chiesa, che attraverso la bellezza della musica esprime il suo amore a Dio.» «Impegnatevi […] nel trasformare sempre più i vostri cori in un prodigio di armonia e di bellezza, siate sempre più immagine luminosa della Chiesa che loda il suo Signore.»
Rammenta altresì il Pontefice che «il coro è una piccola famiglia di persone diverse unite dall’amore per la musica e dal servizio offerto. Ricordate, però, che la comunità è la vostra grande famiglia: non le state davanti, ma ne siete parte, impegnati a renderla più unita ispirandola e coinvolgendola.».
In occasione della solennità di Cristo Re, il Papa ha firmato la Lettera Apostolica In unitate fidei, alla vigilia del viaggio che compirà in Turchia a ricordo del 1700° anniversario del primo Concilio Ecumenico svoltosi a Nicea. Collegando il documento all’Anno Santo, Papa Leone incoraggia a riscoprire il Credo come sorgente di speranza, ritorno alla fede e rinnovata espressione di ecumenismo.
L’Angelus è stata l’occasione per lanciare rinnovati appelli al buon senso e alla pace e per ricordare la concomitante celebrazione della Giormata Mondiale della Gioventù in tutte le Diocesi del mondo, auspicando che ogni giovane scopra la bellezza e la gioia di seguire il Signore.
Tornando all’esperienza del coro polifonico AuraD’InCanto, come in ogni pellegrinaggio il coro ha vissuto momenti di convivialità generale e ha condotto una breve visita all’Altare della Patria in Piazza Venezia e al Colosseo, passando anche davanti Castel Sant’Angelo.
In definitiva, durante il Grande Evento del Giubileo dei Cori e delle Corali in Piazza San Pietro splendeva il sole in due mattinate fredde, seppur riscaldate dall’armonia dei cuori di migliaia di fedeli, pellegrini, musicisti e coristi sintonizzati sulla stessa frequenza, emessa da un diapason guidato dalle mani di Dio.

