La scritta “Ragusa” e non “Marina di Ragusa” apposta sugli “arredi” posizionati all’interno della rotatoria “Balcone Mazzarelli”, all’ingresso della frazione marinara, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Una scelta opinabile, per molti, come strategia comunicativa se si tiene conto della grande affluenza turistica che in questo periodo si riversa a Marina di Ragusa e necessita di un’informazione corretta e quanto più esplicativa possibile.

Ad acuire gli animi il post apparso sulla bacheca del profilo Facebook del primo cittadino di Ragusa, Peppe Cassì, che si chiede quante Ragusa esistono e accenna ad un “campanilismo miope (…) persino tra quartieri della stessa città”.

E così, questa mattina, un gruppo di abitanti di Marina di Ragusa, anche stagionali, hanno voluto dare un segno tangibile del loro dissenso, radunandosi presso la rotatoria “Balcone Mazzarelli” e tenendo in mano un grande striscione con la scritta “Marina di Ragusa”.

Un gesto proveniente dal basso, pensato e voluto dagli abitanti di Marina e indipendentemente dai colori politici di appartenenza. Sebbene tra i presenti vi fosse anche il consigliere comunale Angelo La Porta.

“La mia presenza qui non è in veste istituzionale o politica – afferma. Io oggi, qui, sono Angelo Laporta residente di Marina di Ragusa che è stato coinvolto in questa iniziativa dai propri concittadini”.

“Qualcuno ha affermato – continua Laporta – che sia io il promotore. Nulla di più falso. Il mio compito di consigliere l’ho esplicato nelle sedi opportune, segnalando più volte in consiglio comunale la necessità di attenzionare maggiormente Marina di Ragusa”.

Il Sindaco Cassì parla di un’unica Ragusa, se mi permette adesso parla il Consigliere Comunale – continua Laporta – afferma che esiste una sola e unica Ragusa. Se così fosse, perché le tre anime di Ragusa (Superiore, Ibla e Marina di Ragusa) continuano ad avere livelli di servizi pubblici differenti? A cominciare dal trasporto pubblico urbano, passando per le tariffe delle strisce blu e i parcheggi riservati ai residenti”.

“Tacciare i cittadini di miope campanilismo – sottolinea Laporta – non è stata una bella mossa, noi ci sentiamo tutti cittadini di Ragusa, e la dimostrazione è che questa mattina, qui ci sono anche persone che vivono la frazione solo nei mesi estivi. Se qualcuno qui è miope è l’amministrazione comunale che, in questi anni, con il proprio agire ha creato disaffezione tra cittadini e macchina amministrativa”.

“Essere tutti ragusani – conclude Laporta – non vuol dire cancellare l’identità di un luogo. Questa storia del citybrand a mio avviso sta sfuggendo di mano. Pensare ad una città come un’azienda da promuovere non si sta rilevando una strategia efficace. Vorrei ricordare a chi amministra che i punti di forza della nostra città sono proprio le tre anime che in essa risiedono. Ed è proprio in questa diversità, fatta di tradizione, storia, cultura e persone che risiede la bellezza di Ragusa. Averne rispetto vuol dire amare la propria città”.

Di Francesca Bocchieri

Francesca Bocchieri, giornalista pubblicista, laureata in Sociologia con indirizzo Comunicazione e Mass Media, nel 2013 consegue il Master di primo livello in Digital Journalism. Sempre nel 2013 effettua uno stage presso l’area visual desk della testata on line “Repubblica.it”. Inizia la carriera giornalistica nel 2004 collaborando con l’emittente televisiva locale “Telecomiso” e con il quindicinale “I Vittoriesi”. Nel 2007 l’iscrizione all’ albo dei giornalisti elenco pubblicisti. In qualità di esperto in comunicazione ha ottenuto incarichi presso la Provincia Regionale di Ragusa (oggi denominata Libero Consorzio Comunale) e, nell’ ambito dei progetti PON, presso istituti scolastici della provincia iblea.

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