Modica. 15 febbraio 2026
Ancora un caso di molestie reiterate ai danni di una donna che aveva deciso di interrompere una relazione sentimentale. A Modica, i carabinieri del NOR della locale compagnia, hanno arrestato un uomo di 34 anni del posto, gravemente indiziato del reato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
Secondo quanto ricostruito, la donna, anche lei di Modica, da mesi sarebbe stata vittima di comportamenti ossessivi e invasivi: telefonate insistenti, messaggi continui, pedinamenti, appostamenti sotto casa e nei luoghi abitualmente frequentati. Una spirale di molestie che, dopo la fine della relazione, avrebbe trasformato la quotidianità della vittima in un clima costante di ansia e paura.
L’episodio decisivo si è verificato nei giorni scorsi nei pressi di un bar della città. L’uomo si sarebbe appostato all’esterno del locale, parcheggiando l’auto a pochi metri dall’ingresso. Secondo quanto riferito, avrebbe cercato di attirare l’attenzione della donna accendendo e spegnendo ripetutamente i fari del veicolo, con l’evidente intento di farle capire che non si sarebbe allontanato.
La situazione avrebbe provocato nella vittima un forte stato di agitazione e timore, tanto da spingerla a contattare il 112. L’intervento tempestivo di una pattuglia dei carabinieri ha consentito di bloccare l’uomo ancora sul posto, evitando che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
Arresti domiciliari con braccialetto elettronico
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato, e, su disposizione del Pubblico Ministero, sottoposto agli arresti domiciliari. Il giudice del Tribunale di Ragusa, in sede di convalida, ha confermato la misura cautelare disponendo anche l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’uomo dovrà rispondere del reato di atti persecutori, il cosiddetto “stalking”. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno ora essere vagliate nel corso del procedimento giudiziario nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti.
Un fenomeno che non va sottovalutato
Il caso riporta l’attenzione su una forma di violenza spesso silenziosa ma profondamente destabilizzante. Le molestie reiterate, i pedinamenti e gli appostamenti non sono semplici “tentativi di riavvicinamento”, ma comportamenti che possono compromettere la serenità e la libertà personale della vittima, generando uno stato di costante allarme.
Fondamentale, in questi casi, è la tempestività della denuncia e la richiesta di aiuto alle forze dell’ordine, strumenti che possono prevenire escalation potenzialmente più gravi e tutelare concretamente chi subisce condotte persecutorie.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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