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Il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso diventa Istituzione Scientifica

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in consultazione con la Commissione Scientifica CITES, con il Codice IT30, ha riconosciuto, il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso quale “Istituzione scientifica”, in accordo con la Convenzione CITES di Washington (Convention on International Trade in Endangered Species), gestita dal Segretariato International Environment House, presso la sede europea di Ginevra. Attualmente, sono 31 le strutture riconosciute in Italia e, fra queste, solo 17 musei.

“Il riconoscimento ministeriale del Museo, quale Istituzione scientifica riconosciuta a livello internazionale – hanno dichiarato il Sindaco Filippo Spataro e il Presidente del Museo Giovanni Scalambrieri- è il risultato di un iter avviato nel febbraio del 2016 grazie al lavoro appassionato e professionale del suo Conservatore Scientifico Dott. Gianni Insacco, dei Collaboratori delle collezioni Filippo Spadola, Agatino Reitano e Bruno Zava, nonché dei membri del Comitato Tecnico Scientifico la Dott.ssa Salvina Calandra e il Dirigente Dott. Fabio Melilli. La registrazione e il riconoscimento di Istituzione Scientifica del Museo presso il Segretariato di Ginevra della Convenzione CITES di Washington, costituisce motivo di vanto e di orgoglio per l’indubbia valenza scientifica e culturale in ambito nazionale ed internazionale”.

Questo di Comiso, è il “Museo più a Sud d’Italia”, ma non per importanza. E’ rappresentato da oltre 25.000 reperti, di cui oltre 15mila fossili di vertebrati e invertebrati di varie ere geologiche e da oltre 10 mila reperti zoologici. I reperti zoologici sono costituiti da circa 2000 animali terrestri e marini naturalizzati, provenienti da tutto il mondo, da diversi preparati osteologici e dalla più importante collezione cetologica del meridione d’Italia. Tra queste specie: il secondo esemplare mediterraneo di Capodoglio nano e lo scheletro di 19 metri della più grande Balenottera comune d’Italia, che dev’essere ancora restaurata ed opportunamente esposta in una sala dedicata ai giganti del mare.

Molti reperti sono oggetto di approfonditi studi scientifici compiuti con vari istituti di ricerca di tutto il mondo con cui sono state descritte nuove specie. Adesso il prezioso patrimonio del Museo entra nel circuito nazionale ed internazionale degli scambi e delle collaborazioni tra istituzioni scientifiche.

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