Palermo. 15.12.2025
Un’assenza che pesa, non solo sul piano istituzionale ma anche su quello politico. È da qui che prende le mosse l’intervento di Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, intervenuto oggi all’apertura dei lavori sulla legge finanziaria all’Assemblea regionale siciliana.
Durante la discussione dell’atto politico più importante per la Regione, il Presidente Renato Schifani ha scelto ancora una volta di non essere presente in aula. Un’assenza che, secondo Dipasquale, “mortifica il Parlamento siciliano” e segnala una mancanza di rispetto verso l’Assemblea e il confronto democratico.
Nel suo intervento, l’esponente del PD ha anche stigmatizzato i toni utilizzati dal presidente della Regione nei confronti dell’opposizione durante la discussione della mozione di sfiducia. In particolare, Dipasquale ha definito “offensive e storicamente false” le affermazioni secondo cui il centrosinistra non avrebbe prodotto norme significative, persino in materia di antimafia.
“Le leggi fondamentali contro la mafia, ha ricordato, portano i nomi di Pio La Torre e Rognoni e sono patrimonio dell’intera Repubblica, non di una parte politica. Negarne il valore significa mancare di rispetto a chi ha pagato con la vita quella battaglia”.
Netta anche la replica alle accuse di immobilismo rivolte all’opposizione. “Solo il Partito Democratico, ha sottolineato Dipasquale, ha depositato 295 disegni di legge su temi cruciali come diritto allo studio, sanità, lavoro, giovani, sicurezza stradale, edilizia, contrasto alle baby gang, sostegno alle imprese, affitti, aree interne e servizi sociali. Proposte che sono tutte agli atti dell’Assemblea e che attendono di essere discusse”.
Al centro della critica, infine, il contenuto della manovra finanziaria da 1,3 miliardi di euro, giudicata inadeguata ad affrontare le vere emergenze dell’Isola. Secondo Dipasquale, la finanziaria non interviene in modo efficace su nodi fondamentali come borse di studio, sanità, enti locali, piccola impresa, agricoltura, servizi per l’infanzia e per gli anziani, né contribuisce a ridurre le disuguaglianze sociali.
“Chiediamo una finanziaria diversa, ha concluso, non della maggioranza, ma della Sicilia e dei siciliani tutti. Dopo anni le risorse ci sono e il tempo per correggere la manovra c’è ancora. Serve rispetto per il Parlamento, per chi lavora ogni giorno anche nella proposta e per i siciliani, che non hanno bisogno di slogan ma di risposte concrete su sanità, trasporti, infrastrutture e aiuti alle fasce più deboli”.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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