Perugia. 25.05.2026
Il giornalista vittoriese Peppe Bascietto riceve il XXI Premio Internazionale “Livatino – Saetta – Costa”
il riconoscimento sarà dedicato alla città di Vittoria e a tutte le nuove generazioni, non a caso sono state invitate le scuole.
Un premio questo che parla di legalità, coraggio e responsabilità civile. Un riconoscimento che porta il nome di magistrati simbolo della lotta alla mafia e che oggi viene conferito a un giornalista che, attraverso il proprio lavoro, ha scelto di non arretrare mai davanti alla verità.
Peppe Bascietto, giornalista d’inchiesta vittoriese, ha ricevuto il XXI Premio Internazionale “Livatino – Saetta – Costa” per l’impegno sociale, la legalità e la lotta alla mafia. Un riconoscimento prestigioso che negli anni ha celebrato personalità capaci di distinguersi nella difesa dei valori democratici, della giustizia e della libertà d’informazione.
Nel messaggio diffuso dopo la consegna del premio, Bascietto ha voluto sottolineare il significato profondo di questo riconoscimento, ricordando come le mafie oggi abbiano cambiato volto, infiltrandosi nell’economia legale e cercando consenso attraverso il silenzio e l’omertà. Un silenzio che il giornalismo libero e coraggioso continua a spezzare ogni giorno.
“Le mafie cambiano pelle, investono, comprano, si nascondono dentro l’economia legale, ma una cosa resta identica: il bisogno di silenzio. E ogni volta che qualcuno continua a raccontarle davvero, quel silenzio si rompe” ha dichiarato il giornalista vittoriese, dedicando idealmente il premio a tutti coloro che continuano a fare informazione nei territori difficili.
Ma il riconoscimento ricevuto oggi non resterà soltanto un traguardo personale. Peppe Bascietto ha infatti scelto di dedicarlo alla sua città, Vittoria, con un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: quello di credere nella legalità, nella cultura e nell’impegno civile come strumenti capaci di cambiare il futuro del territorio.
L’appuntamento ufficiale si terrà il prossimo 29 maggio, alle ore 9.00, presso il Teatro Comunale “Vittoria Colonna” di Vittoria, dove il giornalista dedicherà simbolicamente il premio alla città alla presenza delle massime autorità civili e istituzionali.
All’iniziativa prenderanno parte il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, il senatore Salvo Sallemi, componente della Commissione Nazionale Antimafia, la Dirigente Scolastica Provinciale, Daniela Mercante, oltre a rappresentanti istituzionali provinciali, del mondo della scuola e della società civile.
“Questo riconoscimento rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera città di Vittoria. Peppe Bascietto, attraverso il suo lavoro e il suo impegno quotidiano, testimonia il valore di un giornalismo libero e coraggioso, capace di contribuire alla crescita civile e culturale del nostro territorio. Ai giovani vogliamo trasmettere il messaggio che legalità e responsabilità sono strumenti concreti per costruire un futuro migliore”, ha dichiarato il sindaco Francesco Aiello.
“Bascietto ha dedicato alla Città di Vittoria il premio, evidenziando il suo legame profondo con la Città che fa da sfondo al suo percorso formativo. La Città delle serre e delle opportunita’, ma anche dell’assalto dei gruppi criminali al mondo del lavoro e delle imprese, la citta’ delle mobilitazioni di massa contro le Organizzazioni criminali”. Prosegue il primo cittadino.
“Da questo contesto nacque l’impegno di Giuseppe, che ben sapeva in che modo il tessuto democratico di Vittoria aveva organizzato la sua difesa in piena sintonia con le Istituzioni dello Stato che seppero piegare le Organizzazioni criminali e sconfiggerle.
Su questo versante, lo stesso padre di Giuseppe, Titta Bascietto, aveva lavorato, assieme a Peppe Biundo, in una struttura cooperativa di piccoli trasportatori, il Caair, che trovò privilegiata e fastidiosa accoglienza dentro la struttura mercatale, in evidente autonomia da quanti, di area gelese catanese e siracusana, cercavano di imporre nel territorio il controllo assoluto del mondo dei trasporti al Mercato di Vittoria.
Quel mondo vinse la partita, anche se costò la vita a Salvatore Incardona, e per anni tenne in affanno amministratori, uomini e famiglie, che in un modo o nell’altro avevano resistito all’assalto mafioso”.
Conclude Aiello.
L’evento vuole rappresentare non soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione di riflessione collettiva sul valore della memoria, della legalità e dell’informazione libera. Un messaggio forte rivolto alle nuove generazioni affinché possano prendere esempio da percorsi costruiti sul coraggio e sulla responsabilità, scegliendo di “cambiare rotta” e contribuire alla rinascita culturale e sociale della Città.
Perché, come ricordato dallo stesso Bascietto, la mafia teme non soltanto le indagini, ma anche “le parole quando diventano coscienza”.
Un momento di grande rivalsa sociale per una Vittoria che in tante occasioni e stata soggetta ad aggressioni criminali.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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