Uno schiaffo alla povertà, a chi giornalmente lotta per sopravvivere; ma anche alla solidarietà di tutte quelle persone che mettono a disposizione degli altri il proprio tempo, a volte sacrificando anche la propria vita e la propria famiglia, per quell’ideale di giustizia sociale che impone alle proprie coscienze di non voltare le spalle e far finta di nulla.

A Ragusa, si continua ancora a trovare cibo in scatola, distribuito dal banco alimentare, abbandonato in mezzo ai rifiuti. E no, non parliamo di cibo scaduto!

Questa mattina, per l’ennesima volta, durante il turno di servizio nel centro storico della città, un operatore ecologico si è imbattuto in ben due buste contenenti decine e decine di barattoli di beni di prima necessità con scadenza 2027.

E non è la prima volta! Negli ultimi mesi sono tante le segnalazioni di cittadini, anche a mezzo social, eppure, sembra che per contrastare questo fenomeno nulla sia stato fatto o che comunque non abbia sortito i frutti sperati, considerando le immagini che vi stiamo mostrando.

Viviamo in un’epoca in cui, purtroppo, giornalmente assistiamo a situazioni di grave povertà. Famiglie che non riescono più ad assicurarsi nemmeno un tozzo di pane per la giornata. Eppure c’è chi si permette di “buttare” quantità di cibo che potrebbero sfamare diverse famiglie.

Spezza il cuore a vedere queste immagini e pensare a tutto ciò che ruota attorno.

La lettura di questo gesto non può essere altro che quella di una grande mancanza di rispetto per tutte le persone che ne hanno veramente bisogno in primis, per tutti i volontari, associazioni, parrocchie che si mobilitano per assicurare un aiuto concreto ai più bisognosi e per tutti quei cittadini che ancora credono nel valore del dono.

Senza troppa polemica, con l’obiettività di chi ancora crede che sia giusto aiutare il prossimo, forse è arrivato il momento di guardare davvero in faccia la realtà.

Perché non si stratta più di episodi isolati per cui con un “vergogna” e un po’ d’indignazione ne veniamo fuori.

E che sia ben chiaro che non stiamo generalizzando, si tratta di singoli casi (per fortuna) ma non sporadici. Ed è per questo che si è ancora in tempo per intervenire.

C’è bisogno di concretezza. C’è bisogno di segnali forti e chiari affinché tutto il ben fatto non vada perso.

A tutela di tutti!!!

 

 

 

 

 

Di Francesca Bocchieri

Francesca Bocchieri, giornalista pubblicista, laureata in Sociologia con indirizzo Comunicazione e Mass Media, nel 2013 consegue il Master di primo livello in Digital Journalism. Sempre nel 2013 effettua uno stage presso l’area visual desk della testata on line “Repubblica.it”. Inizia la carriera giornalistica nel 2004 collaborando con l’emittente televisiva locale “Telecomiso” e con il quindicinale “I Vittoriesi”. Nel 2007 l’iscrizione all’ albo dei giornalisti elenco pubblicisti. In qualità di esperto in comunicazione ha ottenuto incarichi presso la Provincia Regionale di Ragusa (oggi denominata Libero Consorzio Comunale) e, nell’ ambito dei progetti PON, presso istituti scolastici della provincia iblea.

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