Ragusa. 13.07.2026
La sicurezza degli operatori rappresenta un presupposto imprescindibile per garantire un servizio efficace a tutela della collettività. In quest’ottica, il nuovo gilet tattico in dotazione alla polizia di Stato costituisce un importante passo avanti, offrendo un livello di protezione superiore e una maggiore adattabilità alle diverse esigenze operative.
Affinché il dispositivo possa esprimere appieno le proprie caratteristiche, è fondamentale che venga indossato correttamente. Il gilet deve aderire al corpo in modo stabile, così da assicurare la migliore efficacia possibile nella dissipazione dell’energia sviluppata da un eventuale impatto balistico, riducendo gli effetti del cosiddetto trauma da impatto sugli organi interni.
Un altro elemento distintivo è la possibilità di personalizzare la disposizione dell’equipaggiamento. Gli accessori possono essere collocati secondo le necessità dell’operatore, mantenendo un’organizzazione funzionale e coerente con le procedure operative. L’accurata configurazione del gilet consente infatti di coniugare rapidità d’impiego, praticità e sicurezza.
La vera forza di questo dispositivo non risiede nel comfort, ma nella capacità di proteggere chi ogni giorno opera in contesti potenzialmente pericolosi. Grazie ai sistemi di regolazione presenti sulle spalle e ai punti di adattamento, il gilet offre un’elevata vestibilità, permettendo di adeguarlo alle diverse caratteristiche fisiche del personale e garantendo stabilità durante l’impiego.
Nella configurazione standard, il dispositivo offre una protezione balistica e antitaglio di elevato livello, idonea a contrastare le principali minacce derivanti dalle armi corte. L’eventuale impiego di piastre balistiche rigide incrementa ulteriormente le capacità difensive del sistema, estendendo la protezione anche nei confronti di munizionamento impiegato da armi lunghe, secondo le certificazioni previste.
Anche gli aspetti organizzativi rivestono un ruolo determinante. Per questo motivo il gilet deve essere custodito all’interno del veicolo di servizio in una posizione che ne consenta il recupero immediato, permettendo agli operatori di indossarlo rapidamente qualora la situazione lo richieda.
In ogni intervento, il dispositivo va utilizzato orientando la parte protetta verso la minaccia, così da sfruttarne pienamente le caratteristiche balistiche e garantire il massimo livello di sicurezza possibile.
L’introduzione di questa nuova dotazione rappresenta un investimento concreto nella tutela del personale della polizia di Stato. ”
“Ogni innovazione che contribuisce a preservare l’incolumità degli operatori significa anche un servizio più efficace e una maggiore capacità di affrontare gli scenari operativi con professionalità, consapevolezza e sicurezza. Proteggere chi protegge i cittadini significa rafforzare l’intero sistema della sicurezza” ha dichiarato il Questore di Ragusa, Dott. Salvatore Fazzino.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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