Ragusa. 02.03.2026
La vicenda che ha coinvolto il Comune di Vittoria è tornata al centro del dibattito pubblico all’udienza di oggi, 2 marzo 2026 nel processo per diffamazione a mezzo stampa che vede imputati alcuni giornalisti, tra cui Angelo Di Natale, querelati dall’ex componente della commissione straordinaria Filippo Dispenza.
Al centro della ricostruzione vi è il periodo di tre anni e tre mesi di amministrazione straordinaria che ha guidato l’ente dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Secondo quanto sostenuto dai querelati, durante quella gestione sarebbero state presentate numerosissime querele contro giornalisti e cittadini critici, con un impatto rilevante sui conti pubblici. Le spese per procedimenti, parcelle legali e impiego di personale interno avrebbero generato costi ingenti a carico del bilancio comunale della città di Vittoria.
Una strategia definita dagli imputati come un uso prevaricante dello strumento giudiziario, ritenuto lesivo della libertà di stampa e del diritto dei cittadini a essere informati. È su questo terreno che si gioca il processo per diffamazione, nato dalle denunce dei commissari contro articoli ritenuti offensivi.
Parallelamente, la Corte dei Conti ha citato in giudizio Filippo Dispenza, insieme agli altri due componenti della triade commissariale, Termini e D’Erba, oltre a dirigenti e revisori, per un presunto danno erariale di circa un milione di euro legato a violazioni di legge. Violazioni che, secondo quanto emerso, sarebbero state segnalate tempestivamente dal segretario generale dell’epoca, poi rimosso dall’incarico.
In quel procedimento contabile Dispenza ha definito la propria posizione con un patteggiamento, mentre gli altri due componenti sono stati condannati in via definitiva anche in appello.
Nel frattempo, nel processo per diffamazione, i querelanti hanno manifestato la volontà di rimettere la querela a condizione che, Dispenza chiedesse pubblicamente scusa ai querelati, ma sopratutto alla città. In modo particolare, il giornalista Di Natale, oggi, ha fermamente ribadito la sua posizione, senza indietreggiare di un solo centimetro. La decisione finale spetterà agli altri querelati, che dovranno valutare se accettare la remissione o subordinare l’eventuale consenso a precise condizioni, così come ha fatto Di Natale.
Angelo Di Natale, tra gli imputati, ha lanciato un appello pubblico ai cittadini di Vittoria e non solo, invitandoli a esprimersi su quale sia la scelta più giusta nell’interesse della comunità e della democrazia.
Secondo il giornalista, la questione non riguarda solo le singole persone coinvolte ma un principio più ampio: la tutela della libertà di informazione e il diritto alla verità, pilastri costituzionali che sorreggono ogni altro diritto.
Il caso assume così un valore simbolico che va oltre i confini locali. Da un lato vi è la facoltà di ricorrere alla tutela giudiziaria; dall’altro il rischio che un uso massiccio delle querele possa trasformarsi in uno strumento di pressione nei confronti dell’informazione.
L’udienza di oggi ha rappresentato un passaggio decisivo non solo sul piano processuale, ma anche su quello politico e civile. La scelta dei querelati, qualunque essa sia, sarà letta come una presa di posizione rispetto a una stagione amministrativa ancora oggetto di forti divisioni.
In gioco, secondo i protagonisti della vicenda, non vi è soltanto un contenzioso giudiziario, ma il rapporto tra potere pubblico, responsabilità amministrativa e libertà di stampa in una comunità che cerca di ricostruire fiducia nelle proprie istituzioni. La prossima udienza rinviata al 4 maggio p.v.