Ragusa. 16.02.2026
I Carabinieri della compagnia di Ragusa hanno deferito in stato di libertà due quindicenni di origini vittoriesi per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i militari hanno intimato l’alt ad un’autovettura sospetta con a bordo dei soggetti apparsi visivamente troppo giovani per circolare aalla guida di un’auto. All’atto dell’affiancamento da parte della gazzella dei carabinieri per procedere al controllo, la Panda non si è fermata, innescando un pericoloso inseguimento tra le vie cittadine, terminato dopo 1 km circa con lo schianto di quest’ultima contro un garage in via Carrubelle.
Gli occupanti, abbandonata rapidamente l’auto, sono fuggiti a piedi disperdendosi nel reticolato delle vie del centro storico, dove carabinieri e polizia di Stato, intervenuta nel frattempo in supporto, hanno iniziato a perlustrare rapidamente la zona. Dopo pochi minuti due di loro sono stati rintracciati non lontano dal luogo dello schianto intenti a percorrere il corso Mazzini, mentre gli altri si trovavano lungo la via Baglivi.
L’identificazione e l’accompagnamento in caserma hanno permesso di far luce sulla vicenda e sul comportamento tenuto dai giovani, risultati minorenni. In particolare il guidatore, privo di patente di guida, e il passeggero, entrambi di 15 anni, avevano viaggiato in auto da Vittoria a Ragusa.
La bravata è però costata cara ai due ragazzi. Gli accertamenti esperiti dai CC, in collaborazione con i colleghi delle volanti della polizia di Stato, hanno permesso di acclarare che l’auto sulla quale i due viaggiavano era stata rubata una settimana prima a Vittoria. La perquisizione personale ha consentito altresì di rinvenire un tirapugni occultato nella tasca del giubbotto di uno dei due giovanissimi.
Identificati gli altri minorenni e approfondite le circostanze dell’evento, per i due quindicenni sono scattate le denunce alla Procura dei minori presso il Tribunale di Catania per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e porto di oggetti atti ad offendere, oltre che il danneggiamento del garage contro il quale poco prima si erano schiantati.
Il grado di responsabilità delle persone deferite dovrà essere vagliato in sede giurisdizionale, come legislativamente previsto.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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