Ragusa. 10 aprile 2026
A Ragusa, tra le suggestive architetture barocche di Ragusa Ibla, si è svolta una celebrazione intensa e partecipata per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, all’insegna del tema “Esserci sempre”.
La cerimonia, ospitata nella splendida cornice dell’Auditorium San Vincenzo Ferreri, presentata dal giornalista Salvatore Cannata, ha visto la presenza di autorità civili, militari e religiose, ma anche di tanti cittadini e famiglie dei poliziotti, a testimonianza del forte legame tra il territorio e le forze dell’ordine.
La giornata si è aperta con un momento solenne e carico di significato: la deposizione di una corona di alloro presso il monumento ai caduti all’esterno della Questura, da parte del Prefetto Tania Giallongo e del Questore Salvatore Fazzino, in omaggio a chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato.
A seguire, la lettura dei messaggi istituzionali inviati dal Presidente della Repubblica Italiana, dal Ministro dell’Interno italiano e dal Capo della Polizia, affidata a personale in quiescenza, ha rappresentato un ponte ideale tra passato e presente, tra esperienza e continuità.
Nel suo intervento, il Questore Fazzino ha tracciato un bilancio delle attività svolte nell’ultimo anno dalla Polizia di Stato nella provincia, sottolineando risultati, impegno e spirito di sacrificio degli operatori. Proprio a questi ultimi sono stati dedicati momenti di riconoscimento pubblico, con la consegna di premi di merito agli agenti distintisi in servizio.
Ma è stato soprattutto il clima della manifestazione a rendere l’evento unico: una vera festa condivisa, resa ancora più intensa dalla scelta innovativa del Questore di coinvolgere direttamente le famiglie nella consegna dei riconoscimenti. Genitori, figli e affetti più cari sono diventati protagonisti di un gesto simbolico e profondamente umano, capace di raccontare il lato più autentico della divisa.
Ad arricchire ulteriormente la cerimonia, il monologo del regista ragusano Leggio e le note della tromba del sovrintendente di polizia Grimaudo che hanno scandito momenti di forte emozione, strappando applausi e partecipazione sincera da parte del pubblico.
Il culmine della celebrazione è arrivato nel finale, quando l’intera sala si è raccolta in piedi sulle note del Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Un momento solenne e corale che ha suggellato la giornata, trasformando la cerimonia in un abbraccio simbolico tra istituzioni e cittadini, nel segno dei valori condivisi di legalità, servizio e appartenenza.
Una ricorrenza che, oltre a celebrare la storia della Polizia di Stato, ha saputo raccontare con autenticità il suo presente: fatto di professionalità, dedizione e, soprattutto, di umanità.