Ragusa. 17.08.2026
Non solo repressione dei reati, ma soprattutto prevenzione. È questa una delle direttrici sulle quali si sta concentrando l’attività della Questura di Ragusa sotto la guida dell’attuale Questore, Salvatore Fazzino, con l’obiettivo di intervenire prima che situazioni di rischio possano trasformarsi in episodi di maggiore gravità.
Nei giorni scorsi sono stati notificati complessivamente 30 provvedimenti di prevenzione nei confronti di persone ritenute socialmente pericolose. Un’attività che conferma come il controllo del territorio non si esaurisca nell’intervento successivo alla commissione di un reato, ma punti anche a individuare per tempo comportamenti e situazioni che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini.
Nel dettaglio, la Questura ha adottato 2 ammonimenti per violenza domestica, 14 avvisi orali, 6 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno riguardanti diversi comuni della provincia di Ragusa e 6 D.AC.UR., i divieti di accesso alle aree urbane previsti dalla normativa per contrastare determinate condotte moleste o pericolose.
A questi provvedimenti si aggiungono due importanti misure disposte dal Tribunale di Catania, Sezione Misure di Prevenzione, a seguito delle proposte avanzate dal Questore.
Nel primo caso è stata applicata la sorveglianza speciale, accompagnata dal divieto di avvicinamento alla persona offesa e dall’utilizzo del braccialetto elettronico. Una misura particolarmente significativa perché adottata nell’ambito delle tutele previste dal cosiddetto “codice rosso” e finalizzata a rafforzare la protezione della vittima.
Nel secondo caso, invece, il Tribunale ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza nei confronti di una persona considerata stabilmente dedita ad attività illecite.
Dietro questi numeri c’è un lavoro di analisi, monitoraggio e controllo svolto dagli uffici della Questura in collaborazione con i Commissariati distaccati e con le altre forze di polizia. Un’attività spesso meno visibile rispetto alle operazioni di polizia giudiziaria, ma fondamentale per costruire una strategia di sicurezza capace di agire in anticipo.
Ed è proprio questo l’aspetto che caratterizza l’impostazione impressa dal Questore Salvatore Fazzino: utilizzare in maniera sistematica gli strumenti di prevenzione messi a disposizione dalla legge per evitare che comportamenti pericolosi possano consolidarsi e sfociare nella reiterazione dei reati.
L’attenzione è rivolta in particolare ai reati predatori, alle truffe commesse ai danni delle persone più vulnerabili e alla violenza di genere, settori nei quali la prevenzione assume un ruolo decisivo. Intervenire tempestivamente significa infatti non soltanto perseguire chi ha già commesso un illecito, ma anche creare condizioni di maggiore sicurezza per potenziali vittime e per l’intera comunità.
In questa strategia rientra anche il D.AC.UR., strumento attraverso il quale è possibile impedire l’accesso a determinate aree urbane, come stazioni, piazze e luoghi di particolare interesse, a soggetti che abbiano reiterato comportamenti molesti o pericolosi, tra cui episodi di ubriachezza molesta o condotte contrarie al decoro urbano.
Il bilancio delle ultime attività restituisce dunque l’immagine di un corpo di polizia impegnato su un doppio fronte, reprimere con fermezza chi viola la legge, ma nello stesso tempo prevenire e anticipare le situazioni di pericolo.
Una linea che pone la sicurezza non soltanto come risposta all’emergenza, ma come un’attività quotidiana di osservazione, valutazione e intervento. Ed è proprio nella capacità di agire prima che il rischio diventi emergenza che si misura, oggi, una parte importante dell’azione della polizia di Stato sul territorio ibleo.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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