Ragusa. 28m03.2026
Un duro colpo per le imprese siciliane già messe in ginocchio dal ciclone Harry e, al tempo stesso, l’ennesima dimostrazione di una frattura istituzionale che ha dell’incredibile. L’impugnativa da parte del Consiglio dei ministri della legge regionale che stanziava 40,8 milioni di euro per i ristori rappresenta, infatti, un vero e proprio paradosso politico e amministrativo.
A denunciare con forza questa situazione è l’onorevole Nello Dipasquale, parlamentare e questore regionale del Partito Democratico all’ARS, che non nasconde il proprio sdegno di fronte a una decisione che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni di centinaia di imprenditori siciliani. “Siamo davanti a una scelta scellerata – evidenzia – che mette in seria difficoltà chi ha già subito danni ingenti e attendeva risposte rapide e concrete”.
Il nodo della vicenda è tanto tecnico quanto politico. La legge, approvata dall’Assemblea regionale siciliana, nasceva per dare un sostegno immediato alle attività economiche colpite dagli eventi meteo estremi del 19, 20 e 21 gennaio 2026. Tuttavia, il Governo nazionale guidato da Giorgia Meloni ha deciso di impugnarla, sollevando rilievi su alcuni punti considerati in contrasto con la normativa vigente, in particolare sulla deroga alla regolarità del DURC e sull’esenzione dei canoni demaniali marittimi, ritenuta una possibile violazione delle regole sulla concorrenza.
Ma ciò che rende la vicenda ancora più grave, sottolinea Dipasquale, è la totale assenza di coordinamento tra istituzioni dello stesso colore politico. Da un lato il governo regionale guidato da Renato Schifani, promotore del disegno di legge; dall’altro l’esecutivo nazionale, che lo ha bocciato senza appello. “È inaccettabile – afferma – che due governi di centrodestra non siano stati in grado di raccordarsi preventivamente per evitare una simile figuraccia istituzionale”.
Le conseguenze, però, non sono solo politiche. A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta le imprese siciliane, che vedono bloccati aiuti fondamentali per la sopravvivenza delle proprie attività. Non si tratta, come evidenzia Dipasquale, di interventi marginali o superflui, ma di ristori essenziali per chi ha visto strutture, attrezzature e produzioni devastate dal maltempo.
Se le motivazioni dell’impugnativa dovessero essere confermate, secondo l’esponente del PD si tratterebbe di una prova evidente di “dilettantismo” da parte del governo regionale, incapace di costruire un impianto normativo solido e condiviso con Roma. Un errore che arriva in una fase già delicata e che, conclude Dipasquale, “segna uno dei punti più bassi dell’azione dell’esecutivo Schifani, ormai avviato verso i titoli di coda”.
Nel frattempo, resta l’urgenza di trovare una soluzione rapida: perché dietro le norme e i ricorsi ci sono imprese, lavoratori e famiglie che non possono più aspettare.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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