Ragusa. 07.12.2025
Trent’anni di radici, identità e orgoglio. Nel luglio 2025, a Ragusa, “Ragusani nel Mondo” ha celebrato la sua 30ª edizione con un doppio appuntamento di grande intensità: due serate: 26 e 27 luglio, in cui piazza Libertà si è trasformata in un palcoscenico di memoria, talento e futuro.
Fondato quasi per caso nel 1995, il Premio era nato con l’intento di dare voce ai ragusani che, lontani dalla Sicilia, si erano affermati nel mondo. Col tempo, ha saputo crescere e trasformarsi: da semplice riconoscimento per emigrati di successo, è diventato un punto di riferimento culturale e sociale per l’intera comunità iblea.
Nei suoi trent’anni di attività, Ragusani nel Mondo ha raccontato centinaia di storie di successo, professionisti, imprenditori, scienziati, medici, artisti, giornalisti; persone che, partite dalla provincia di Ragusa, hanno portato il nome del territorio in Italia e all’estero. Ogni edizione ha permesso di valorizzare le “eccellenze iblee”, coltivando un’identità che va oltre i confini geografici.
Parallelamente al riconoscimento degli illustri del passato e presente, l’Associazione ha costruito una rete solida capace di mantenere vivi i legami tra emigrati e terra d’origine. Da alcuni anni, “Ragusani nel Mondo” dispone anche di una sede-archivio a Ragusa, grazie a un accordo con la locale sede di Confcommercio: un luogo dove custodire trofei, pergamene, manifesti, locandine e documenti che raccontano la storia del Premio e dei suoi protagonisti.
Il valore dell’iniziativa va oltre la celebrazione personale: per molti emigrati e discendenti rappresenta un ponte con la propria identità, un modo per restare collegati con le proprie radici e contribuire al prestigio del territorio. Nel corso degli anni il premio ha favorito un certo turismo di ritorno, persone che, spesso lontane dalla Sicilia, hanno deciso di tornare almeno una volta l’anno per partecipare, incontrare vecchi amici, riscoprire legami e sentirsi parte di una comunità.
L’edizione del 2025 ha voluto essere più di una celebrazione, è stata pensata come un rilancio, un simbolo della continuità e dell’evoluzione della comunità ragusana nel mondo. Il calendario di due serate ha visto sul palco figure di spicco: manager internazionali, imprenditori, professionisti affermati, ma anche e soprattutto, una novità significativa: la sezione Giovani.
Il “Premio Giovani” ha premiato talenti under 30 che, nei campi della robotica, della ricerca, della musica e delle arti, rappresentano il futuro della diaspora iblea: ingegneri, egittologi, musicisti, compositori, ricercatori, molti già con una carriera alle spalle.
La manifestazione è stata impreziosita dall’esibizione della Banda della Marina Militare Italiana, un corpo bandistico di fama nazionale, due concerti, uno per ciascuna serata, che hanno offerto musica e spettacolo in un’atmosfera di festa e condivisione.
Ma non è solo un evento mondano: la 30ª edizione è servita anche a ribadire che “Ragusani nel Mondo” non vuole essere una vetrina occasionale, bensì un motore costante di riconoscimento, ispirazione e promozione culturale per le generazioni presenti e future.
Al centro di questa avventura c’è Sebastiano D’Angelo, che da anni ricopre il ruolo di direttore dell’Associazione “Ragusani nel Mondo”.
Dietro ogni edizione, ogni cerimonia, ogni riconoscimento: c’è la sua cura organizzativa, la sua visione. Come riportato dallo stesso direttore artistico, “Ragusani nel Mondo” è concepito come un ponte tra passato e futuro, tra radici siciliane e mondo e come un impegno continuo per valorizzare il talento ragusano ovunque si manifesti.
Nonostante le sfide, tra cui la difficoltà, in alcune fasi, di ottenere un sostegno istituzionale stabile, D’Angelo ha mantenuto alta l’attenzione sull’importanza simbolica e concreta del Premio. Un riconoscimento non solo alle persone ma all’identità di una comunità, al legame che unisce i ragusani ovunque essi siano.
La creazione della sede-archivio, l’ampliamento dell’organizzazione, il rinnovamento del format con l’introduzione di nuove categorie dimostrano quanto D’Angelo creda nella mission dell’Associazione – non celebrare unicamente il passato, ma coltivare un presente vivo e un futuro ambizioso per le nuove generazioni-.
Dopo trent’anni, “Ragusani nel Mondo” non è più solo un premio ma è una comunità diffusa, un patrimonio culturale, un’esperienza condivisa. Ha saputo adattarsi ai tempi, innovarsi, includere nuove voci, come quelle dei giovani e restare fedele a un principio.
La 30ª edizione del 2025 conferma che la manifestazione è viva, che ha ancora molto da offrire, non solo ricordi, ma progetti; non solo celebrazioni, ma costruzione di relazioni e identità. Con Sebastiano D’Angelo al timone, “Ragusani nel Mondo” sembra guardare con fiducia al futuro: pronto ad accogliere nuove storie, nuovi talenti, nuove generazioni che porteranno avanti l’orgoglio ibleo nel mondo.
In un’Italia spesso distratta verso le sue periferie, “Ragusani nel Mondo” rappresenta un esempio concreto e una testimonianza di come comunità, radici e migrazione possano intrecciarsi per creare memoria, speranza e orgoglio. Trent’anni dopo, la storia continua e con lei la promessa di dare voce a chi, partito dalla Sicilia, ha saputo conquistare il mondo.