Ragusa. 17.06.2026
In una fase storica caratterizzata dall’avanzata delle destre in Italia e in Europa, dalla crescita delle disuguaglianze sociali, dalle tensioni internazionali e da una diffusa crisi della partecipazione democratica, Sinistra Futura rappresenta un tentativo concreto di rimettere in moto un campo politico che da troppo tempo fatica a trovare identità, radicamento e capacità di rappresentanza.
Il primo Congresso nazionale di Sinistra Futura, svoltosi a Roma, non è stato soltanto un appuntamento organizzativo, è stato il segnale di una volontà politica che punta a rimettere al centro temi che negli ultimi anni sono apparsi spesso marginalizzati nel dibattito pubblico: la pace, il lavoro, la giustizia sociale, la lotta alle disuguaglianze e la piena attuazione della Costituzione.
In un contesto in cui le forze conservatrici sembrano occupare stabilmente il centro della scena politica, la sinistra è chiamata a uno scatto in avanti, a uno “scossone” capace di superare frammentazioni, personalismi e divisioni che ne hanno indebolito l’efficacia. Da questo punto di vista, Sinistra Futura nasce con l’ambizione di contribuire alla costruzione di una nuova alternativa politica e sociale, capace di intercettare i bisogni reali delle persone e di restituire fiducia a chi non si sente più rappresentato.
Particolarmente significativo è il ruolo che la Sicilia ha conquistato all’interno del nuovo soggetto politico. Il congresso nazionale ha infatti affidato all’isola due delle più importanti responsabilità organizzative e politiche.
Pippo Zappulla è stato eletto Presidente dell’Assemblea nazionale, una funzione di grande rilievo nel percorso di costruzione e consolidamento della nuova organizzazione. A Gianni Battaglia è stato invece affidato un doppio incarico strategico: responsabile nazionale dell’Organizzazione e tesoriere, ruolo centrale per accompagnare la crescita e il radicamento di Sinistra Futura in tutto il Paese, accanto al coordinatore nazionale Roberto Ongaro.
Si tratta di un riconoscimento che premia il lavoro svolto in Sicilia negli ultimi anni e che conferma come l’esperienza maturata nei territori possa rappresentare un punto di riferimento per l’intero progetto nazionale.
Ma a emergere con particolare forza è anche il contributo della provincia di Ragusa, che vede una presenza ampia e qualificata nei nuovi organismi dirigenti nazionali. Un dato che testimonia il radicamento territoriale di una classe dirigente che ha saputo costruire nel tempo credibilità, partecipazione e iniziativa politica.
Faranno infatti parte dell’Assemblea nazionale, della Direzione nazionale e della Commissione nazionale di Garanzia Lina Campo, Concetta Corallo, Gianna Miceli, Giuseppe Fiorellini, Tonino Lo Dico, Giampiero Muratore, Giuseppe Parisi e Salvatore Schembari.
Una rappresentanza significativa che assegna al territorio ragusano una responsabilità importante nella costruzione del nuovo percorso politico e nella definizione delle strategie future del movimento.
Tra gli elementi più innovativi emersi dal Congresso vi è inoltre la forte presenza femminile negli organismi dirigenti, superiore al 45 per cento. Un dato che non assume soltanto un valore simbolico, ma rappresenta una precisa scelta politica: riconoscere il protagonismo delle donne come elemento fondamentale per costruire una democrazia più inclusiva, moderna e rappresentativa.
Altrettanto rilevante è la presenza di numerosi giovani nei nuovi organismi nazionali. Un segnale che evidenzia la volontà di coinvolgere le nuove generazioni nella definizione delle scelte politiche e di raccogliere quella domanda di cambiamento che emerge con forza dalla società italiana.
La sfida che si apre oggi per Sinistra Futura è certamente complessa. Tuttavia, in un tempo segnato da guerre, precarietà economica e crescente sfiducia verso la politica, il tentativo di ricostruire uno spazio di partecipazione fondato sui valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale appare non soltanto utile, ma necessario.
I prossimi congressi regionali e provinciali rappresenteranno il banco di prova per verificare la capacità del nuovo soggetto politico di trasformare l’entusiasmo della fase costituente in una presenza organizzata e radicata nei territori.
Da Roma arriva dunque un messaggio chiaro: la sinistra può tornare a essere protagonista solo se saprà rinnovarsi, ascoltare e costruire una proposta credibile per il futuro del Paese. E in questo percorso la Sicilia e la provincia di Ragusa sembrano già aver conquistato un ruolo da protagoniste.