Ragusa. 11.03.2026
Un nuovo episodio legato alla cosiddetta truffa del “finto carabiniere” riporta l’attenzione su un fenomeno criminale purtroppo sempre più diffuso in tutta Italia. Tecniche di raggiro ben studiate, pressioni psicologiche e richieste immediate di denaro sono gli strumenti utilizzati dai truffatori per colpire le vittime, spesso anziani ma, come dimostra l’ultimo caso emerso nel ragusano, anche giovanissimi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la truffa inizia quasi sempre con una telefonata. Chi chiama si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, carabiniere o poliziotto, e racconta una storia urgente e allarmante: un familiare coinvolto in un incidente, una rapina o un problema giudiziario. Alla vittima viene quindi chiesto di consegnare denaro o oggetti di valore a un presunto incaricato che si presenta poco dopo alla porta di casa.
Proprio questo schema è stato utilizzato anche in un recente episodio in provincia di Ragusa, dove una ragazza minorenne, rimasta in casa con il fratellino, è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è finto carabiniere. Con tono autoritario e insistente, il truffatore le ha raccontato di un presunto coinvolgimento del padre in un grave fatto di cronaca, sostenendo che sarebbe stato necessario consegnare del denaro per risolvere la situazione. Poco dopo, un complice si è presentato all’abitazione e la giovane, sotto forte pressione e temendo conseguenze per il genitore, ha consegnato tutto il denaro disponibile in casa.
Le indagini avviate immediatamente dai carabinieri veri,i hanno permesso di ricostruire l’accaduto grazie anche alle immagini delle telecamere presenti nella zona e a successive attività investigative di tipo tecnico. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di un uomo originario di Catania, poi rintracciato e arrestato.
Al di là del singolo caso giudiziario, gli investigatori sottolineano come la truffa del “finto carabiniere” rappresenti un metodo purtroppo molto diffuso. I criminali fanno leva sulla paura, sull’urgenza e sull’affetto per i propri familiari, spingendo le vittime ad agire senza riflettere.
Proprio per questo motivo le forze dell’ordine rinnovano alcune raccomandazioni fondamentali:
nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede mai denaro o oggetti di valore per telefono o a domicilio;
in caso di telefonate sospette bisogna interrompere subito la conversazione;
non bisogna mai aprire la porta a sconosciuti che si presentano come intermediari;
è fondamentale contattare immediatamente il numero di emergenza delle forze dell’ordine per verificare la situazione.
L’invito è rivolto a tutti: anziani, adulti e anche ai più giovani, che possono trovarsi soli in casa e diventare bersaglio dei truffatori. Parlare di questi episodi in famiglia, spiegare come funzionano questi raggiri e mantenere sempre un atteggiamento prudente può fare la differenza.
La prevenzione resta infatti l’arma più efficace contro questi farabutti, davanti a richieste di denaro, presunte emergenze o telefonate che mettono fretta, la regola è una sola fermarsi e chiamare subito le forze dell’ordine.