Roma. 12 ottobre 2024
“Ogni giorno il lavoro in Italia non solo uccide almeno tre persone ma ferisce circa 2.000 lavoratori, cioè 2.000 famiglie, coniugi, figli. La vita di migliaia di persone è stravolta. Dalle istituzioni non c’è nessuna forma di vera assistenza umana, morale, psicologica, per tutte le vittime. Qualsiasi infortunio ferisce tutta la famiglia e la comunità” – così Bruno Giordano, magistrato, presso la Corte di Cassazione, già capo dell’ Ispettorato Nazionale del Lavoro, stamani a Radio Rai uno, inviato speciale di Carmen Santoro in occasione della giornata nazionale per le vittime del lavoro – “Ci vuole coraggio per radiografare le cause degli infortuni, cause economiche, politiche, istituzionali degli infortuni, per guardare in faccia questa tragedia. Dalla thyssen Krupp a oggi ci sono stati oltre 20 mila morti sul lavoro e 10 milioni di feriti. Numeri che rappresentano la più grande tragedia civile italiana. Non basta parlare di numeri di ispezioni, ci vuole qualità ed efficienza dei controlli e delle indagini, con l’istituzione di una procura distrettuale e nazionale sul lavoro”.
L’intervista del Magistrato Giordano, da sempre impegnato nel suo lavoro, non sfiora il problema più grave del Paese, lo affronta con la grinta, il coraggio e l’onestà morale e intellettuale che da sempre lo rendono unico, e, non è certo la prima volta che “denuncia” un sistema che andrebbe rivisto. Sicuramente, se avesse avuto il tempo di intervenire nel suo breve periodo in cui è stato capo dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, adesso andrebbe meglio.
Auspichiamo che la Procura Distrettuale e Nazionale del Lavoro, molto presto possa essere realtà.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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