Roma.21.09.2026

BRANDELLI DI MEMORIA PER IL CROLLO DI MESSINA
Pochi giorni fa i funerali di cinque vittime, ma del sesto corpo ancora non si è trovato nulla.
“LA DOMENICA DEI DIRITTI” rubrica settimanale, di Bruno Giordano.

Solo nella giornata del nove settembre in Italia ci sono stati quattro morti sul lavoro, una media di uno ogni sei ore. Nel mese di agosto, oltretutto a fronte delle tradizionali chiusure per ferie, le vittime sono state oltre cento: in alcuni casi per l’esposizione alle temperature torride, in altri per le attività lavorative. Non si tratta solo di numeri, ma di persone. Aggiungerei che non sono soltanto morti, ma “operaicidi”: donne e uomini morti per il lavoro, per la violazione delle regole sulla sicurezza. La strage più grande è accaduta a Messina, il 30 luglio: i media l’hanno subito raccontata come esplosione, crollo di una palazzina, cedimento strutturale, ma lì era in corso una ristrutturazione edile nella quale stavano lavorando degli operai e quel cantiere potrebbe aver portato al crollo dell’intero edificio. Pochi giorni fa, nella cattedrale della città sullo Stretto, si sono svolti i funerali di quattro vittime: Carmelo Leone, le sue sorelle Sara e Rosa, il marito di quest’ultima Santino Magazzù. Si erano svolte precedentemente le esequie di Alessandra Frazzica. Risulta disperso, invece, Lhairu Warnakulasurija, bengalese: nelle macerie non si è ancora trovato nulla del suo corpo. A noi tocca, però, attendere brandelli di verità, conservare almeno brandelli di memoria di Lhairu che, ufficialmente è disperso, ma che abbiamo l’obbligo morale di non disperdere nei numeri quotidiani delle statistiche, nei processi e, soprattutto, nella coscienza civile che sembra aver abbassato di molto l’asticella della dignità.
Bruno Giordano

Di Redazione

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