San Cataldo. 20.09.2026
La vicenda delle due sorelle di 8 e 12 anni ritrovate a San Cataldo riporta nuovamente l’attenzione sul fenomeno degli allontanamenti e delle scomparse molto recenti, di minorenni in Sicilia. Le due bambine, che si erano allontanate nella serata precedente, sono state rintracciate all’interno di un esercizio commerciale di corso Vittorio Emanuele, non lontano dall’abitazione della famiglia.
Il negozio è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Caltanissetta, che ha disposto ulteriori accertamenti, compresi quelli di natura tecnico-scientifica. Il procuratore Salvatore De Luca ha sottolineato la necessità di approfondire alcuni aspetti della vicenda e di verificare eventuali responsabilità, precisando che permangono circostanze ancora da chiarire.
Le bambine, apparse in buone condizioni di salute, sono state accompagnate all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per gli accertamenti sanitari previsti.
Il caso di San Cataldo arriva in un periodo nel quale in Sicilia si sono verificati altri episodi riguardanti minorenni dei quali, per un periodo più o meno lungo, si erano perse le tracce.
Particolarmente significativa è la situazione registrata a Vittoria e Ragusa, dove nell’arco di pochi giorni si sono verificati due distinti episodi. In uno dei casi, tre minorenni stranieri, dopo essere stati cercati per diversi giorni, si sono successivamente presentati alla polizia locale di Milano, consentendo di ricostruire sommariamente la loro vicenda e di mettere fine alle ricerche.
In un altro episodio, stavolta a Ragusa, un minorenne di cui si erano perse le tracce, è stato rintracciato dopo diversi giorni di ricerche.
Un elemento che merita attenzione riguarda la tempistica delle segnalazioni: secondo le informazioni emerse nei singoli casi, le denunce di scomparsa o di allontanamento sarebbero state presentate non nell’immediatezza della perdita dei contatti, ma dopo un significativo intervallo di tempo.
Si tratta di un aspetto che, soprattutto quando coinvolge minorenni, rende più complessa la ricostruzione degli spostamenti e delle circostanze che hanno preceduto il ritrovamento.
Nell’ultimo caso delle due sorelle di San Cataldo, le ricerche erano scattate dopo che il padre aveva riferito di non averle più trovate a casa. Le attività di ricerca avevano coinvolto forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile.
Prima del ritrovamento era stata ascoltata anche una donna di nazionalità cinese, indicata come una delle ultime persone ad aver visto le bambine. La donna avrebbe riferito agli investigatori di averle viste all’interno di un negozio intorno alle 19.40.
Il successivo ritrovamento proprio all’interno di quell’esercizio commerciale ha portato la Procura a disporre il sequestro del locale e ulteriori verifiche.
Al momento, più che formulare conclusioni, sono gli interrogativi a caratterizzare le diverse vicende.
Perché in alcuni casi la segnalazione dell’allontanamento sarebbe arrivata dopo diversi giorni? Quali sono stati gli spostamenti dei minori durante il periodo in cui non erano reperibili? Chi li ha incontrati o assistiti? E, soprattutto, esistono elementi comuni tra episodi apparentemente distinti?
Sono domande alle quali potranno rispondere soltanto gli accertamenti delle autorità competenti. Ogni collegamento tra i diversi casi, allo stato delle informazioni disponibili, sarebbe infatti da dimostrare.
Resta però l’attenzione su un fenomeno delicato e per certi versi “nuovo”, quando a sparire sono minorenni, la tempestività delle segnalazioni e la ricostruzione precisa delle ore immediatamente successive all’ultimo contatto possono assumere un’importanza decisiva.
La vicenda di San Cataldo, conclusasi con il ritrovamento delle due sorelle, aggiunge dunque un ulteriore episodio a una serie recente di casi che hanno suscitato apprensione e che, in alcuni passaggi, presentano ancora aspetti sui quali gli investigatori stanno facendo chiarezza.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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