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Santa Croce Camerina, i consiglieri Pernice Pluchino e Di Marco: “Basta bavagli”

SANTA CROCE CAMERINA – L’accusa è di aver violato l’art. 10 dello statuto comunale. Ad aver commesso tale violazione sarebbero stati il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio Comunale di Santa Croce Camerina.
È quanto sostengono i consiglieri comunali Rosario Pluchino, Gaetano Pernice e Salvatore Di Marco che hanno convocato, lunedì pomeriggio, una conferenza stampa in merito. Assenti alcuni dei consiglieri di opposizione che “non hanno inteso condividere questo percorso”.
“Abbiamo presentato una denuncia – spiega il consigliere Gaetano Pernice – al Prefetto di Ragusa e al Dipartimento Enti Locali – Servizio Ispettorato perché non condividiamo il modus operandi di questa amministrazione. Riteniamo che ci sia stata una violazione dello statuto e pertanto ci siamo rivolti agli organismi competenti”.
“Lo scorso 2 dicembre – continua Pernice – avevamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico perché alcuni fatti di microcriminalità avevano generato uno stato di insicurezza in alcuni cittadini, soprattutto residenti nelle periferie e nelle frazioni balneari di Santa Croce Camerina. Tengo a precisare che tale richiesta e lo stesso ordine del giorno esulano dal tragico evento che pochi giorni prima aveva colpito la nostra città e per il quale, da parte nostra, non c’era alcuna intenzione di entrare nel merito della vicenda”.
Ma cosa contestano i consiglieri? Per capire meglio basta consultare l’art. 10 dello statuto comunale dal quale si apprende che “un consiglio comunale urgente può essere convocato su richiesta di un quinto dei Consiglieri Comunali. (…) L’adunanza deve essere tenuta entro venti giorni dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente tale termine il Consiglio sarà convocato dal Vice Presidente al quale il Segretario Comunale darà tempestiva comunicazione. La ripetuta ed ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio può comportare per entrambi la revoca dell’incarico, con apposita deliberazione consiliare assunta a maggioranza assoluta dei componenti. Tale seduta è convocata dal Consigliere anziano per voti”.
“Nonostante i solleciti – aggiunge il consigliere Rosario Pluchino – abbiamo avuto risposta, tra l’altro negativa, oltre il termine previsto. La giustificazione della mancata convocazione, per quel che ci è stato riferito, risiede in motivazioni di natura politica per le quali appariva inopportuno convocare una seduta straordinaria considerato quanto accaduto lo scorso 29 novembre. Una tale risposta forse sarebbe apparsa comprensibile nell’immediato ma non a distanza di oltre 20 giorni. Non siamo più disposti ad accettare che ci venga messo il bavaglio”.
I consiglieri contestano inoltre l’operato fin oggi svolto dall’amministrazione comunale di Santa Croce Camerina . “E’ giusto – dicono – che i cittadini vengano messi a conoscenza di alcuni accadimenti specifici e di alcune scelte di questa amministrazione che noi non condividiamo e che non coincidono con le nostre posizioni”.
A tal proposito il consigliere Salvatore Di Marco punta il dito contro il Marchio “Le primizie di Montalbano”.“Premetto che sono fermamente convinto che se vogliamo portare avanti le nostre produzioni dobbiamo collaborare tutti insieme ma non condivido il percorso portato avanti dall’amministrazione. Sono trascorsi due anni dalla presentazione ufficiale del marchio e ci troviamo con una spesa di 135,000,00 euro e una sola adesione. Mi chiedo che senso abbia promuovere qualcosa che di fatto, ad oggi, non esiste?”
Per il consigliere Di Marco appare inoltre insolito che “l’organismo di controllo e gestione, deputato a rilasciare la concessione all’utilizzo del marchio, decada allo scadere del mandato del Sindaco, come previsto dall’art. 5 del regolamento”.
L’excursus dei consiglieri tocca inoltre argomenti come gli interventi di sistemazione e miglioramento dell’arredo urbano, interventi che ritengono “non equamente distribuiti su tutto il territorio comunale”.
“In tutte le frazioni balneari – dicono – sono presenti problematiche. L’amministrazione ha già accesso un mutuo di 400,000,00 euro per alcuni interventi su Punta Secca e in previsione c’è l’accensione di un ulteriore mutuo di 615,000,00 euro per la sistemazione dell’area su cui sorgeva l’ex caserma della Guardia di Finanza, sempre a Punta Secca. Vorremmo ricordare che la nostra fascia costiera comprende altre località come Caucana, Casuzze, Torre di mezzo e Punta Braccetto”.
“Alla luce dei fatti – concludono i consiglieri – chiederemo come atto dovuto le dimissioni del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio Comunale. Non siamo più disposti ad accettare questa mancanza di dialogo e confronto con un’amministrazione che, puntualmente, boccia le nostre richieste adducendo motivazioni di natura politica. Vogliamo un confronto e soprattutto vogliamo risposte concrete. Questa amministrazione deve capire che la scelta di effettuare o meno degli interventi non può essere valutata sulla base del richiedente”.

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