SCICLI. 02.02.26
È stato inaugurato oggi a Scicli, all’interno dell’ospedale Busacca, il Centro di Pronta Accoglienza (CPA) per le dipendenze patologiche, una struttura residenziale attiva 24 ore su 24 e dotata di 12 posti letto, destinata all’accoglienza e alla presa in carico di persone con dipendenze, in particolare legate al consumo di crack. Alla cerimonia ha preso parte anche l’Assessore regionale alla salute, Daniela Faraoni.
Il nuovo centro rappresenta un presidio strategico per il territorio, ma, come ha sottolineato l’on. Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, non nasce da un’iniziativa del Governo regionale. “L’apertura del CPA è il risultato di una precisa volontà del Parlamento siciliano, maturata grazie alla spinta della società civile, delle famiglie, delle scuole e del mondo universitario”- ha dichiarato Dipasquale.
Il CPA di Scicli rientra infatti tra gli strumenti previsti dalla legge regionale 26 del 7 ottobre 2024, che ha introdotto in Sicilia un sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze patologiche. Una normativa frutto di iniziative parlamentari, tra cui anche un disegno di legge presentato dallo stesso Dipasquale, e costruita attraverso un confronto costante con associazioni e operatori del settore.
Particolare rilievo è stato dato al contributo della società civile. “Voglio sottolineare il ruolo decisivo delle mamme impegnate nella lotta al crack, che hanno avuto il coraggio di trasformare un dramma personale in una battaglia collettiva” ha aggiunto il deputato regionale. “Senza il loro impegno, senza il contributo dell’Università e senza il lavoro svolto in Parlamento, oggi non saremmo qui a inaugurare questo centro”.
L’apertura del CPA di Scicli si inserisce in una rete regionale che mira ad affrontare in modo strutturato l’emergenza delle dipendenze, con particolare attenzione ai giovani, puntando non solo sulla cura ma anche sulla prevenzione e sull’inclusione sociale.
“Continueremo a vigilare affinché la legge venga applicata pienamente e in modo omogeneo su tutto il territorio regionale”, ha concluso Dipasquale, deputato e questore all’ARS, ribadendo l’impegno del Parlamento siciliano nel garantire risposte concrete a un fenomeno sempre più diffuso e complesso.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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