Scoglitti. 06.08.2026
Non sarà soltanto una serata dedicata alla sicurezza stradale e alla legalità. Domani sera, venerdì 7 agosto, in piazza Sorelle Arduino a Scoglitti, la decima edizione di “Tutti Insieme per la Vita”, ottavo Premio Sicurezza e Legalità 2026 avrà anche il volto e la voce di una famiglia che da oltre un anno convive con un dolore impossibile da colmare.
Tra gli ospiti dell’iniziativa ci saranno infatti Lucia e Angelo Giadone, i genitori di Gabriele Giadone, il ragazzo di appena 15 anni di Barrafranca morto in un tragico incidente stradale che ha sconvolto l’intera Sicilia. Sul palco, mamma Lucia porterà la sua testimonianza, mentre accanto a lei ci sarà il padre Angelo, uniti in una battaglia che va oltre il loro dolore personale e che oggi rappresenta anche la richiesta di tante famiglie vittime della strada.
La loro presenza renderà ancora più intenso il significato di una manifestazione nata per diffondere la cultura della prevenzione, della responsabilità e del rispetto delle regole. Perché dietro ogni statistica, dietro ogni cronaca di un incidente, ci sono volti, sogni spezzati, famiglie distrutte.
Gabriele aveva soltanto quindici anni. Un’età in cui si immaginano il futuro, gli amici, la scuola, le passioni, le prime libertà. Quel futuro si è interrotto improvvisamente in una tragedia che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stata provocata da un automobilista che percorse un tratto di strada contromano per diversi metri, andando a travolgere il motorino sul quale il ragazzo viaggiava. Una dinamica che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che continua a suscitare interrogativi e indignazione.
Oltre al dolore per la perdita del figlio, Lucia e Angelo stanno affrontando anche un’altra difficile battaglia: quella giudiziaria. I genitori si oppongono all’ipotesi di un patteggiamento, ritenendo che una definizione del procedimento con una pena concordata non renderebbe giustizia alla gravità di quanto accaduto. Sarà la magistratura a decidere, ma il loro appello è chiaro: chiedono che tragedie come quella che ha strappato loro Gabriele non vengano mai banalizzate e che ogni responsabilità venga valutata con il massimo rigore previsto dalla legge.
Ed è proprio questo il messaggio che si intreccerà con lo spirito di “Tutti Insieme per la Vita”, progetto fondato nel 2016 da Biagio Lisa, Consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, per promuovere la cultura della sicurezza e della prevenzione, soprattutto tra i più giovani.
La serata, patrocinata dal Comune di Vittoria e inserita nel programma di Estate Kamarinèe 2026, sarà condotta da Roberto Ciaculli e vedrà la partecipazione della Scuola Teatro Danza diretta dal maestro Davide Massaro, oltre a numerosi artisti del territorio. Saranno consegnati riconoscimenti a cittadini, istituzioni, scuole, famiglie e lavoratori distintisi per il loro impegno nella promozione della legalità, della sicurezza e della solidarietà.
Ma il momento più intenso sarà probabilmente quello del racconto di Lucia Giadone. Una madre che parlerà non soltanto del figlio perduto, ma del valore della vita e della necessità di costruire una cultura della responsabilità sulle strade. Perché ogni volta che una regola viene ignorata, ogni volta che si guida con superficialità o irresponsabilità, il rischio è quello di trasformare una famiglia felice in una famiglia spezzata.
La storia di Gabriele ricorda a tutti che la sicurezza stradale non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano che riguarda ciascun automobilista, motociclista, ciclista e pedone. Dietro ogni comportamento scorretto possono esserci conseguenze irreparabili.
Domani sera, a Scoglitti, il ricordo di un ragazzo di quindici anni diventerà così un invito collettivo a non dimenticare e a fare in modo che nessun’altra famiglia debba conoscere un dolore tanto grande. Perché la memoria delle vittime della strada non può limitarsi alla commozione di un giorno, ma deve trasformarsi in responsabilità, prevenzione e rispetto della vita.
Nella foto, Gabriele Giadone e la mamma.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com