gianni di gennaro

Sicilia 18 gennaio 2015 – Dopo i tragici fatti di Parigi, che non esito a condannare ancora una volta in maniera ferma e decisa, dopo avere detto e ridetto in tutte le lingue, che la violenza non può e non deve fermare la libertà individuale e quella collettiva, dopo avere difeso il diritto di informazione e di critica, dopo avere ribadito che ognuno ha il diritto di credere al proprio Dio, e il dovere di non imporlo agli altri, non posso esimermi dall’esprimere qualche considerazione.
Se esistono dei fanatici che non esitano ad uccidere ignari e incolpevoli innocenti, perchè “altri” esprimono considerazioni più o meno gradite, o disegnano vignette ritenute blasfeme, a chi giova perseverare nella provocazione? Se il raziocinio e l’equilibrio, non riescono a prevalere sull’istinto di alcuni, che imbracciano le armi e ammazzano senza esitazione, chiunque capiti loro davanti, a cosa serve mettere a repentaglio la vita di decine di persone e la sicurezza stessa di una nazione?
Non penso di difendere posizioni indifendibili di ignobili delinquenti, se auspico che le provocazioni abbiano fine. Non ritengo di volere giustificare squallidi assassini, se penso che l’insistenza che uccide, non è coraggio, ma solo arroganza, soprattutto quando questa coinvolge ignari cittadini dell’Europa e del mondo.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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