Con apposita comunicazione ufficiale il Comune di Ragusa, nei giorni scorsi, ha informato la cittadinanza che l’ufficio del Settore VII Servizi alla Persona, Politiche dell’Istruzione, a decorrere dal 17 Agosto sarebbe rimasto chiuso.

Precisando che le urgenze sarebbero comunque state gestite tramite apposita prenotazione telefonica.

Nella comunicazione non viene specificata, però, alcuna motivazione che abbia spinto a tale decisione.

E così, qualche utente, sui social, ha ben pensato di sollevare un ampio polverone accusando i dipendenti di “assenteismo” e definendoli addirittura “parassiti”.

Ma facciamo un passo indietro, se andiamo a cercare nelle sedute consiliari passate non passa inosservato l’intervento del consigliere comunale PD, Mario Chiavola, che denuncia le condizioni di grave disagio in cui sono costretti a lavorare i dipendenti comunali a causa del mal funzionamento dei condizionatori d’aria.

Chiavola nel suo intervento in consiglio comunale afferma: ”Provate in questo momento a recarvi in via Mario Spadola n°55 al terzo piano dove ci sono i servizi sociali e provate ad entrare in quell’ufficio. Guardate lo sguardo, il volto, dei dipendenti, dei professionisti, degli amministrativi, degli assistenti sociali in che condizioni sono costretti a lavorare. Condizionatori accesi che buttano aria calda, non funzionano da un mese e mezzo!”

“Tra l’altro – aggiunge – sono stati presi anche un po’ in giro. Io questo intervento l’ho fatto, identico, venti giorni fa. Sono andato di persona a vedere la situazione e nulla è cambiato. Com’è possibile che ci sono uffici in queste condizioni e non riusciamo a fare un intervento per ripristinare l’aria condizionata? Non è che si stia chiedendo chissà cosa. Gli espedienti li avete provati tutti: colleghi a casa da remoto, alcuni continuano a lavorare in ufficio, altri trasferiti al piano sotto approfittando dell’assenza per ferie di altri colleghi. A breve, in quella sede, sarà inaugurato anche un asilo. E’ inaudito, una risposta chiara ed immediata dovete darcela, sono condizioni inaccettabili”.

Era l’undici agosto, sei giorni prima della chiusura degli uffici.

La tanto auspicata e immediata risposta richiesta da Chiavola sembrerebbe dunque arrivata.

Ma con quali conseguenze? A dispetto di ciò che l’utente crede il personale continua ad operare all’interno dello stabile, nelle stesse e identiche condizioni pre chiusura degli uffici. Il provvedimento sembrerebbe più volto a tutelare l’utente che, diversamente, sarebbe costretto ad attendere il proprio turno all’interno di una struttura avvolta dal caldo soffocante.

In tutto questo, anche in questi giorni, che stiamo assistendo ad una grande ondata di caldo, sembra che negli uffici si continui a lavorare in condizioni pessime e con mezzi di areazione approssimativi, tra l’altro, di proprietà del personale.

Raggiunto telefonicamente il consigliere comunale Mario Chiavola si dichiara dispiaciuto per la vicenda che ha visto coinvolti, anche sui social, i dipendenti: ”Rammarica e amareggia leggere il tenore di certi commenti, in considerazione del fatto che i dipendenti, gli assistenti sociali, i professionisti, non sono mai venuti meno al loro dovere nonostante le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Ma dispiace ancor più costatare come, nonostante l’evidenza, il sindaco Cassì e l’assessore Giuffrida, ancora una volta, abbiano dimostrato la più totale indifferenza verso una problematica di tale importanza. Continuo a chiedermi, in considerazione delle disponibilità economiche dell’Ente, perché non si sia provveduto, in emergenza, ad acquistare condizionatori d’aria per affrontare la situazione in attesa di disporre l’intervento di ripristino dell’esistente?”.

“Negli anni – aggiunge Chiavola – il settore servizi sociali del Comune di Ragusa è divenuto un fiore all’occhiello. Grazie al lavoro incessante della dirigenza, del personale e degli amministratori che negli anni si sono succeduti. Ci aspettavamo da Cassì  e Giuffrida un atteggiamento più consono al ruolo istituzionale che ricoprono”.

“Mi riservo di verificare la situazione – conclude Chiavola – e una volta per tutte mettere la parola fine a questa triste vicenda”.

In attesa che Chiavola chiarisca la situazione, così come ha dichiarato, auspichiamo una repentina soluzione del problema, che vede alla gogna, sui social, gli incolpevoli dipendenti.

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